Morte di Luca Russo: due psicoterapeute e tecniche innovative per affrontare il trauma

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Sono state dei veri e propri angeli custodi per Marta Scomazzon e per i familiari di Luca Russo, seguendoli fin dai primi frangenti a Barcellona. Erano state “spedite” nella città catalana appena dopo gli attentati dal Ministero degli Esteri: sono le due psicoterapeute volontarie Daniela Saporiti e Cristina Bologna, ringraziate pubblicamente nei giorni scorsi anche dal sindaco di Bassano Riccardo Poletto. In molti le hanno notate la sera della fiaccolata in ricordo di Luca, giovedì scorso, chiedendosi chi fossero quelle due donne che non mollavano un attimo Chiara Russo, sua padre Simone e la mamma di Luca, Paola. Una delle due ha accompagnato Chiara Russo anche sul palco: una presenza discreta e silenziosa che però compiva dei piccoli gesti che non sono passati inosservati: tocchi alternati ma costanti sulle spalle e le braccia.

Le due psicoterapeute volontarie fanno parte dell’associazione per l’Emdr in Italia (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): attraverso i suoi specialisti, psicoterapeuti, l’associazione offre un trattamento per facilitare la risoluzione di sintomi e del disagio emotivo legati ad esperienze di vita stressanti e traumatiche. Una tecnica nata per affrontare i disturbi dei veterani di guerra statunitensi.

Daniela Saporiti e Cristina Bologna, con studio anche nel bassanese, hanno seguito come volontarie in questa fase acuta le famiglie Scomazzon e Russo. Defilate e silenziose, hanno ricoperto un ruolo fondamentale da quel terribile 17 agosto. Sono volate a Barcellona, le si vedono scendere dall’aereo al rientro delle salme, hanno “protetto” il padre di Luca Russo dalle richieste dei giornalisti il giorno che la salma è arrivata a Bassano, erano presenti dietro ai genitori e a Chiara, così come in ospedale, in questi giorni e anche la sera della fiaccolata. E accompagneranno i familiari, lo ha spiegato lo stesso sindaco Poletto, nel loro processo di rielaborazione di quanto avvenuto da qui in avanti, “in modo che siano loro garantiti il senso di sicurezza il sollievo dal dolore e l’elaborazione del lutto”. Daniela Saporiti, in particolare, accompagnerà il percorso di guarigione e di rielaborazione di Marta Scomazzon, sostenuta in questo percorso – lo ha detto lei stessa – anche dalla sua fede.

Il metodo clinico che utilizzano ha un nome un po’ difficile: desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari, da cui l’acronimo inglese Emdr. Si tratta di un metodo clinico recente, utilizzato in psicoterapia in particolare per il trattamento del disturbo traumatico da stress. Il metodo si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica, una metodologia completa che utilizza i movimenti degli occhi e altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare i disturbi legati direttamente alle esperienze particolarmente traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.