Anziano raggirato con proposte “hot”. Una coppia di rumeni nei guai per estorsione

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Nei due riquadri l'uomo arrestato dai carabinieri con accusa di estorsione e la compagna, presunta complice del raggiro

Manda la convivente a sedurre un anziano di Bassano del Grappa, per poi presentarsi all’appuntamento pretendendo 500 euro in due tranches. Il tutto condito da minacce che hanno atterrito la vittima del raggiro. A cedere alla tentazione e cadere nel tranello architettato da una coppia di stranieri un pensionato di 76 anni, attirato dalle lusinghe di una 36enne rumena disinibita e disponibile – secondo la versione fornita dai carabinieri bassanesi – a consumare attimi di piacere e trasgressione. Per la donna una denuncia per tentata estorsione mentre il compagno è già stato arrestato e posto ai domiciliari, colto in flagranza di reato.

A seguire la piccante vicenda i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bassano del Grappa, che hanno apposto le manette ai polsi di Cosmin Musa, 34 anni, residente nel paese trevigiano poco oltre il confine vicentino. La fidanzata e convivente, Marilena Dorica Musa, dovrà invece chiarire la sua posizione di fronte agli inquirenti e difendersi. I due risultano residenti a S. Zenone degli Ezzelini, comune nel trevigiano.

Il prologo dei fatti recenti risalirebbe a circa una settimana fa con i primi contatti tra la “tentatrice” e l’ingenuo pensionato. Teatro dell’appuntamento una zona appartata dove però è apparso un individuo presentatosi come il marito. Qui la pretesa minacciosa di 150 euro, subito consegnati, e altri 350 per “chiudere la questione”. Il 76enne, messo alle strette ma non disponendo di denaro nell’immediato, si è recato da un amico per un prestito: questi lo ha visto visibilmente scosso ed ha contattato un carabiniere in congedo per spiegargli la situazione. Da qui la salvifica segnalazione ai colleghi in servizio, abili a tendere la “trappola” al presunto estorsore. nella mattinata di ieri, al secondo incontro.

Il comando di Bassano ha diffuso le foto segnaletiche dei due soggetti incriminati, allo scopo di trovare eventuali riscontri tra cittadini, non potendo escludere che i protagonisti della vicenda si siano resi responsabili di analoghi episodi non denunciati per timore di reazioni violente o del giudizio della propria cerchia familiare. “I carabinieri invitano la popolazione – recita un appello emesso dal Comando – a non cedere a biechi ricatti di questa specie, informando per tempo il comando competente per territorio per telefono, recandosi di persona o, in caso di emergenza, componendo il 112. L’Arma può aiutarvi in ogni situazione in cui i vostri diritti sono minacciati o calpestati.”

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