Appalti pilotati, obbligo di dimora per il governatore della Calabria

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...

Abuso d’ufficio aggravato dall’aver favorito la ‘ndrangheta e le sue imprese. Il gip distrettuale di Catanzaro ha emesso un provvedimento di obbligo di dimora nel comune di residenza per il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio (Pd). Il provvedimento è stato emesso nell’ambito dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Cosenza in materia di appalti pubblici.

L’inchiesta sugli appalti pubblici, coordinata dalla Dda di Catanzaro, riguarda due appalti, uno sul Tirreno Cosentino, e uno riguardante un impianto sciistico in Sila. Nei confronti di alcuni indagati viene ipotizzata anche l’aggravante dell’articolo 7 per avere agevolato la cosca di ‘ndrangheta Muto di Cetraro.

Complessivamente le misure emesse dal gip distrettuale su richiesta della Procura distrettuale antimafia catanzarese sono 16, due delle quali riguardano l’ex sindaco di Pedace Marco Oliverio (obbligo di dimora) e l’imprenditore Giorgio Barbieri, già arrestato nel febbraio dello scorso anno nell’ambito di un’altra inchiesta.

Al centro dell’indagine, diversi maxiappalti pubblici fra cui la riqualificazione del comprensorio sport-natura di Lorica, una delle più famose e frequentate località sciistiche del cosentino. L’appalto già in passato era finito al centro di un’indagine che aveva rivelato come i clan Muto, di Cetraro, e Piromalli di Gioia Tauro, avessero creato un vero e proprio cartello di ditte per aggiudicarsi in via diretta o indiretta i maggiori appalti in tutta la Calabria. Nel cosentino, hanno scoperto gli investigatori, il gruppo di riferimento sarebbe stato proprio quello dei Barbieri. Nel corso dell’indagine erano stati individuati anche trasferimenti diretti di denaro da uomini di Franco Muto, il boss di Cetraro che sul controllo del mercato ittico ha costruito il proprio impero.

Da un’intercettazione
ascoltata nel corso di quell’inchiesta erano emersi contatti fra il governatore Mario Oliverio e uno degli uomini di riferimento per i clan nel mondo degli appalti, Giorgio Morabito. Ascoltato dalle cimici, era stato proprio Morabito a raccontare all’imprenditore Barbieri di aver passato una giornata a Lorica, per poi vedere a cena Oliverio che –  si ascolta dire in quella conversazione –  sarebbe “un Presidente molto accentratore e per prendere delle decisioni non delega nessuno e facendo questo rallenta la Regione”. Un problema per Morabito, che in quella occasione si lagnava “ti giuro sto in un momento di crisi (con) le campagne elettorali, si ferma il mondo”.