Crollo ponte Morandi. Iscritti 20 indagati e la società Autostrade

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Per il crollo del ponte Morandi, la Procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati venti persone e la società Autostrade per responsabilità dell’ente. Le accuse sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e omicidio colposo stradale plurimo. La società risponde di omicidio colposo plurimo aggravato dal mancato rispetto della normativa anti infortunistica. Non viene contestato però l’attentato alla sicurezza dei trasporti.

Secondo alcune conversazioni salvate nei cellulari sequestrati dalla Procura, pochi giorni prima del crollo, i tecnici di Autostrade in alcuni sms e chat parlavano della “criticità” della struttura, in particolare della “preoccupazione per la tenuta degli stralli”. I messaggi risalgono a prima del 14 agosto, giorno della tragedia, e sono parte di conversazioni tra ingegneri che i pm stanno cercando di contestualizzare per capire se si riferiscono ai tiranti poi coinvolti nel crollo e, dunque, se Autostrade fosse consapevole dell’effettiva situazione di rischio del ponte.

Le parole del premier Conte. “Non faremo sconti a un concessionario dopo una simile tragedia”, ha affermato il premier Giuseppe Conte. “Non posso dire oggi che si va verso la nazionalizzazione. A noi interessa tutelare a pieno il patrimonio dello Stato e avere massime garanzie di tutela dell’incolumità dei cittadini. Se questo avverrà attraverso la nazionalizzazione o una nuova gara con condizioni contrattuali diverse lo vedremo”.

Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi dichiara: “vedremo se estendere il numero indagati”. Le parti offese individuate dalla procura sono 59: 43 in relazione alle vittime e 16 in relazione ai feriti.

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