Mafia. 5 arresti grazie a un pentito. Fermo anche per il figlio dell’autista di Riina

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Duro colpo alla mafia palermitana. La Dda di Palermo ha fermato cinque persone accusate di mafia ed estorsione. Si è ricorsi al fermo perché i cinque si preparavano a fuggire. In carcere tra gli altri è finito Giuseppe Biondino, figlio di Salvatore Biondino, autista e uomo di fiducia di Totò Riina. Per gli inquirenti è lui il nuovo “reggente” del mandamento di San Lorenzo ed è accusato di diverse estorsioni. I provvedimenti, firmati dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Salvo De Luca e dai pm Roberto Tartaglia, Amelia Luise e Annamaria Picozzi, sono stati eseguiti dai carabinieri.

Gli arresti sono avvenuti anche grazie alle dichiarazioni di un nuovo pentito, Sergio Macaluso, uno dei capi del mandamento di Resuttana, arrestato dai carabinieri nell’inchiesta di dicembre scorso denominata Talea che portò in cella 25 mafiosi tra i quali Mariangela Di Trapani, moglie del boss Madonia. Ai magistrati della Dda di Palermo Mancuso ha confessato due omicidi e ha fatto i nomi dei padrini della città e della provincia che stanno gestendo la riorganizzazione mafiosa, inoltre ha confermato una serie di indicazioni su cui già lavoravano i carabinieri del comando provinciale diretto dal colonnello Antonio Di Stasio.

Tra i vari arresti anche Francesco Lo Iacono, altra parentela di rango in Cosa nostra: è il nipote dell’omonimo e storico capomafia di Partinico. E’ accusato dell’incendio di una concessionaria di auto. Si stava preparando a partire per Düsseldorf per darsi alla latitanza. In carcere anche Salvatore Ariolo e Ahmed Glaoui, accusati di mafia ed estorsione, e Bartolomeo Mancuso, indagato per estorsione.