Mafia Capitale, oggi la sentenza per 46 indagati

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...
Tra poche ore, con l’attesa sentenza da parte dei giudici della X sezione penale di Roma, calerà il sipario sul maxi-processo di Mafia Capitale. Un procedimento con numeri da capogiro: oltre 230 udienze tenute al ritmo di 4 a settimana, 46 imputati per i quali la Procura ha chiesto una condanna per complessivi 515 anni di reclusione.
Sono 46 gli imputati che attendono la decisione del tribunale presieduto da Rosanna Ianniello. Tra loro i presunti capi dell’organizzazione: l’ex terrorista nero Massimo Carminati e il ras delle cooperative Salvatore Buzzi. Per il procuratore capo Giuseppe Pignatone, per l’aggiunto Paolo Ielo e per i sostituti Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini, sono loro due i personaggi al vertice del clan che poteva contare su una serie di gregari e su un numero considerevole di politici locali che erano, di fatto, al “libro paga” dell’organizzazione.
La sentenza dovrebbe arrivare in un’aula bunker di Rebibbia davanti a una folla di giornalisti, cameramen e probabilmente anche molti spettatori. Ad attendere la decisione ci saranno anche troupe tedesche, polacche e inglesi.
L’incognita è rappresentata dall’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, contestata ad oltre quindici persone. Il processo si gioca, fondamentalmente, su questa ipotesi di reato che nel corso del processo gli avvocati difensori hanno tentato di smontare.
Per Carminati i Pm hanno chiesto una condanna a 28 anni di carcere e per Buzzi 26 anni e 3 mesi. I due imputati eccellenti seguiranno il verdetto collegati in videoconferenza, il primo dal carcere di Parma dove è recluso in regime di 41 bis, il secondo, detenuto a Tolmezzo.
Secondo l’impianto accusatorio i vertici del gruppo potevano contare su una schiera di politici, sia di destra che di sinistra. Tra loro l’ex capogruppo del Pdl in Comune Luca Gramazio, unico politico ancora accusato di concorso in associazione mafiosa, per il quale sono stati chiesti 19 anni e mezzo.
Per il presunto braccio destro di Carminati, Riccardo Brugia, anch’egli un passato di estrema destra e rapine, è stata sollecitata la condanna a 25 anni e 10 mesi; 22 anni invece per la “cerniera” tra Mafia Capitale e il mondo politico-istituzionale, Fabrizio Testa. Tra le richieste di condanna più alte anche quella a 21 anni per l’ex amministratore delegato di Ama, la municipalizzata dei rifiuti, Franco Panzironi.
Ascolta il Radiogiornale di oggi!