Mafia, la Cassazione: Giovanni Brusca resta in carcere

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...
Giovanni Brusca durante l'arresto

Rimane in carcere Giovanni Brusca: la Cassazione ha infatti respinto la richiesta dei suoi legali di ottenere la detenzione domiciliare. L’ex boss mafioso continua dunque a scontare la sua pena nel penitenziario di Rebibbia. Condannato per la strage di Capaci, Brusca aveva fatto ricorso in Cassazione per chiedere gli arresti domiciliari. L’udienza si è svolta ieria porte chiuse, senza la presenza dei difensori che hanno mandato memorie scritte. Brusca ha fatto ricorso in Cassazione contro l’ordinanza del tribunale di sorveglianza di Roma che lo scorso 12 marzo ha respinto la sua domanda di ottenere la detenzione domiciliare. E’ difeso dagli avvocati Antonella Cassandro e Manfredo Fiormonti.

“Fermo restando l’assoluto rispetto per le decisioni che prenderà la Cassazione, voglio ricordare che i magistrati si sono già espressi negativamente due volte sulla richiesta di domiciliari presentata dai legali di Giovanni Brusca. Il tribunale di sorveglianza di Roma, solo ad aprile scorso, negandogli la scarcerazione, ha avanzato pesantissimi dubbi sul suo reale ravvedimento” ha sottolineato Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone e presidente della Fondazione che porta il nome del magistrato assassinato dalla mafia. L’avvocato di Brusca parla invece di “ravvedimento e cambiamento” del suo assistito.

Giovanni Brusca è stato uno dei killer della strage di Capaci in cui morirono il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Non solo: è l”uomo che ordinò di sequestrare e poi uccidere e sciogliere nell’acido il figlio del pentito Santo Di Matteo. Negli anni Brusca ha usufruito di oltre 80 permessi premio, trascorrendo ogni volta che esce di prigione vari giorni con la sua famiglia.