Processo Cucchi. Militare conferma accuse: “massacrato di botte da militari”

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Continua il processo per la morte di Stefano Cucchi, che vede imputati 5 carabinieri. Il maresciallo Riccardo Casamassima ribadisce le sue accuse ai colleghi. “Il maresciallo Mandolini mi confidò che c’era stato un casino perché un giovane era stato massacrato di botte dai ragazzi”, dice il teste e spiega: “quando si riferì ai ‘ragazzi’ l’idea era che erano stati i militari che avevano proceduto all’arresto”.

La conferma del pestaggio del giovane geometra romano, arrestato nell’ottobre 2009 e poi morto una settimana dopo in ospedale, da parte di Casamassima, arrivò qualche anno dopo la morte di Cucchi, nel 2015. “Avevo paura di ritorsioni” ha detto il maresciallo Casamassima. “Dopo la mia testimonianza hanno cominciato a fare pressioni pesanti nei miei confronti. Ho avuto anche problemi perché ho rilasciato interviste non autorizzate; si stava cercando di screditarmi, e io dovevo far capire che tutto quello che dicevano non era vero”. Così Casamassima.

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano tuona: “Per anni io e la mia famiglia abbiamo rincorso la verità, abbiamo atteso troppo. Ritengo che il principale responsabile di questa attesa sia il maresciallo Mandolini“.

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