Treno deragliato a Lodi, altri 12 indagati: c’è anche l’ad di Rfi

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Spuntano nuovi indagati nell’inchiesta sul deragliamento del Frecciarossa 1000 partito da Milano e diretto a Salerno che il 6 febbraio scorso, a Ospedaletto Lodigiano, ha provocato la morte di due macchinisti e il ferimento di altre 31 persone. Sono 12 i nuovi iscritti dalla procura di Lodi che indaga per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni multiple. E tra gli indagati c’è anche Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi, già sotto inchiesta anche per l’incidente ferroviario di Pioltello.

I nuovi indagati avranno la possibilità di partecipare ai prossimi accertamenti irripetibili che sono previsti per il fine settimana. Le indagini tengono conto anche degli organigrammi funzionali delle due società coinvolte, Rfi e Alstom Ferroviaria.

Sale così a 17 il numero degli indagati fisici più le due società: dopo i 5 addetti alla manutenzione di Rfi, l’ad di Alstom Ferroviaria Michele Viale per le seguenti ipotesi di reato: disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose, visto che sono morti due macchinisti e 31 persone sono rimaste ferite. L’azienda Rfi e Alstom sono sotto indagine per l’ipotesi di responsabilità amministrativa. “Le nuove iscrizioni – ha detto Chiaro – sono conseguenza degli accertamenti svolti, a ritmo serrato, negli ultimi giorni con grande impegno di questa procura e dei rispettivi consulenti di parte di tutte le persone nei confronti delle quali sono allo stato ipotizzabili eventuali responsabilità”.

Gli accertamenti sul posto – dopo il primo sopralluogo dei consulenti del 12 febbraio scorso –  erano stati sospesi per ragioni di sicurezza connesse alle operazioni di rimozione del convoglio e al ripristino dei luoghi oggetto del dissequestro parziale. “Gli accertamenti dei consulenti incaricati – ha spiegato il procuratore – continueranno, salvo imprevisti di natura tecnica, fino al massimo domenica, in modo tale da rendere possibile, già in serata, il dissequestro totale dell’area e la conseguente piena ripresa della circolazione ferroviaria. Ciò consentirà di far cessare il gravoso impegno della polizia ferroviaria che sta garantendo la sorveglianza a vista del punto zero dell’incidente”.

Così la Procura di Lodi, ha detto Chiaro, “ritiene di aver coniugato nel miglior modo possibile le esigenze di celerità connesse all’utilizzo dell’infrastruttura di importanza vitale per il Paese con quelle imposte dalle esigenze di un puntuale accertamento delle responsabilità che sia anche rispettoso delle garanzie difensive”. Alstom, nei giorni scorsi, aveva sottolineato che “l’installazione e la manutenzione degli scambi viene effettuata dal cliente finale”, mentre Rfi ha più volte confermato “di essere in fiduciosa attesa dell’esito delle indagini”.

Intanto, mentre ieri sono stati rimossi totalmente i vagoni sui binari – anche se l’ultimo accertamento sullo scambio considerato il punto zero dell’incidente sarà agli inizi della settimana prossima – e non si sa ancora quando la circolazione tornerà alla normalità, è partita una seconda colletta per le famiglie di Mario Dicuonzo e Giuseppe Cicciù, i due macchinisti morti, organizzata da Fs.