Mentre l’impresa tessile falliva intestava utile e patrimoni ad altre società: arrestato

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...
Guardia di Finanza

La Guardia di finanza di Vicenza ha intitolato “Happy Sheep” l’operazione, che ha portato all’arresto di un ex imprenditore vicentino, Sandro Spiller di 58 anni, ex titolare della Woolcom di Schio. Denunciate anche altre dieci persone, sequestrati beni per 325mila euro.

I finanzieri hanno iniziato a indagare sull’azienda nel 2016, quando la proprietà ha portato i libri in tribunale a Brescia. Lì era stata spostata la sede (in realtà una semplice casella postale) dall’indirizzo precedente, il sito sulla strada Maranese a Schio. Secondo i militari, a partire dal 2010 i vertici della società, mentre l’attività progressivamente andava sempre peggio, hanno un po’ alla volta spostato partite attive e immobili con finte cessioni ad altre aziende, che poi a loro volta cedevano gli attivi ad altri tenendosi solo le perdite, prevalentemente con l’Erario. La sola Woolcom, secondo gli investigatori, aveva un debito con l’Erario di 2 milioni di euro.

Il giro di “scatole cinesi” è arrivato a contare in tutto sette società più o meno fittizie, tutte in realtà facenti capo alla stessa proprietà. L’indagine si è fermata per un ricorso contro una perquisizione vinto dai vertici dell’azienda al tribunale del Riesame. Il secondo grado, la Cassazione, a gennaio di quest’anno ha però confermato la correttezza dell’operato della Gdf, coordinata dalla procura bresciana, che ha così proceduto negli accertamenti e concluso l’indagine nei giorni scorsi con l’arresto, le denunce e i sequestri. Tre le ipotesi di reato: fallimento per mezzo di operazioni dolose, bancarotta documentale e sottrazione fraudolenta.

Ascolta il Radiogiornale di oggi!