Titomanlio, il patteggiamento evita il carcere all’ex guardalinee e volto tv

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Nel riquadro Titomanlio, sullo sfondo il tribunale berico

Il patteggiamento “vale” due anni, nove mesi e giorni di pena, da scontare attraverso i servizi sociali, per Stefano Titomanlio. L’accusa di corruzione e l’arresto in flagranza di reato lo avevano fatto finire prima in carcere e poi ai domiciliari lo scorso inizio autunno, dopo una marcatura stretta da parte di finanzieri e carabinieri, insospettiti da un presunto giro di mazzette negli uffici del Tribunale di Borgo Berga. La fine della primavera porta in dote, invece, l’esito della vicenda giudiziaria dell’ex assistente arbitro di serie A e negli ultimi tempi opinionista sportivo in una nota tv locale, oltre che funzionario dell’organo di giustizia del capoluogo berico.

A rivelarlo è l’edizione odierna del Giornale di Vicenza, che ha seguito l’epilogo la vicenda che ha coinvolto il volto noto dello sport e della televisione Titomanlio, di 55 anni e residente nel bassanese. Ex dipendente pubblico che rassegnò le dimissioni dall’incarico all’interno dell’ufficio esecuzioni immobiliari, dopo la scarcerazione. Per lui, come per gli altri imputati, la scelta di collaborare e la formula del rito abbreviato hanno consentito di evitare le sbarre, trattandosi di pene inferiori ai tre anni.

Storie di tangenti e scorciatoie con il coinvolgimento di altri professionisti e imprenditori vicentini, tra i quali Giorgio Pasqualotto, 69 anni, di Thiene, (un anno con la condizionale) e il geometra Corrado Chioccarello, 54, di Piovene Rocchette (10 mesi con la condizionale), anch’essi scesi a patti con il pubblico ministero attraverso gli avvocati difensori. Altre persone coinvolte rimangono in attesa di giudizio dopo la conclusione delle indagini a loro carico.

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