Un etto di cocaina a settimana alla “Vicenza bene”, smantellata la gang italo-albanese

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I dirigenti della Squadra mobile della questura

La polizia di Vicenza ha smantellato un’organizzazione criminale italo-albanese formata da dieci persone, leader nel micro e mediospaccio di cocaina e marijuana destinata alla provincia berica, ma soprattutto alla «Vicenza bene», composta da imprenditori (tra cui anche il titolare di una concessionaria d’auto), professionisti e manager. Dieci gli avvisi di garanzia alla fine dell’indagine, con l’ultima perquisizione che ha permesso di chiudere il cerchio di un’operazione iniziata due anni fa.

I vertici della squadra mobile berica, il dirigente Davide Corazzini e dell’ispettore capo Antonello Bettini, hanno calcolato che la vendita media fosse di almeno un etto di droga a settimana con incassi molto alti (la droga veniva spacciata a cento euro a grammo). L’indagine è stata ribattezzata «Operazione Puppet» per via di quel particolare appellativo, «pupazzo», con i cui i membri della banda criminale si chiamavano al telefono per evitare di riferire i propri nomi nel sospetto di essere intercettati. Le indagini sono iniziate dopo che un cliente, un imprenditore vicentino, picchiato e minacciato perché non pagava il debito, aveva chiesto aiuto alla Polizia.

Nel sodalizio finito nella rete delle forze dell’ordine anche due donne, una 22enne originaria della Liguria ma residente a Vicenza e una bosniaca 56enne, con quest’ultima che faceva la cassiera e aveva il compito di trasferire i soldi in conti puliti. Secondo quanto emerso gli albanesi avevano il compito di andare in Spagna e in alcune province della Lombardia a rifornirsi di marijuana e cocaina, poi destinata al mercato vicentino.

Dieci in tutto gli indagati, per i quali la procura chiederà il rinvio a giudizio. Si tratta dei due fratelli albanesi Sabrino e Mario Kertusha e dell’albanese Ahmet Balla, per gli investigatori i vertici della banda. Inoltre fanno parte del gruppo Massimo Marcello Taverni, torinese, Gaia Vergani, ligure, il napoletano Salvatore Santonastasio, la bosniaca Nada Blagojevic, Fabio Di Maggio, palermitano, Dario Gagliardi di Frosinone e Halidou Bandaogo (Burkina Faso).