Autonomia, Stefani rilancia in Consiglio. L’opposizione spegne l’entusiasmo

Ogni tanto in Lega si torna a parlare di autonomia differenziata. Un’autonomia che garantirebbe al Veneto maggiori risorse” secondo il presidente della Regione Alberto Stefani, “Una fiaccola spenta” secondo la consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra Elena Ostanel, che ha invocato verità per i veneti che ci credono ancora.
Di autonomia differenziata è tornato a parlare il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, che oggi in aula consiliare ha sottolineato: “L’autonomia non limita la libertà ma la moltiplica”.
Un concetto che era già chiaro fin dal referendum del 2017 dove, nonostante solo il 57,2% degli aventi diritto fosse andato a votare, il “sì” aveva incassato il 98% dei voti.
Alberto Stefani ha deciso di riprendere l’argomento per fare il punto sulla situazione. E nonostante in Veneto il tempo abbia già dimostrato che l’autonomia è destinata a rimanere un miraggio, il presidente ha voluto sottolineare che “le decisioni politiche sono migliori se chi le prende è vicino al territorio”.

Ha poi aggiunto: “Il Veneto deve imparare a fare squadra e portare a casa risultai in maniera sinergica tra rappresentanti regionali, parlamentari e membri del Governo. Ci vuole forse tempo e impegno ma così la realizzazione dell’autonomia avrà un’accelerazione”.
Nessun reale passo in avanti, piuttosto la speranza che facendo squadra con il governo qualche cosa si possa portare a casa.
In Consiglio Stefani ha detto: “Le interlocuzioni di questi giorni si concentrano tre materi: Protezione civile, Professioni e Previdenza complementare e integrativa. Inoltre, si lavora su una materia lea: la tutela della salute in coordinamento con la tutela della finanza pubblica”.
E riguardo a quest’ultima: “L’autonomia differenziata consente la possibilità di garantire al nostro territorio maggiori risorse soprattutto per quanto riguarda l’impiego dei risparmi dal fondo sanitario nazionale per poterli rinvestire in Veneto. Significa sbloccare oltre 17 milioni di euro per favorire una programmazione più tempestiva ed efficiente negli interventi di ammodernamento edilizio e tecnologico. Troppo spesso le assegnazioni di risorse sono avvenute in ritardo rispetto alla programmazione creando difficoltà e anche il rischio di soluzioni che non tenevano più conto delle esigenze reali del momento”.
Secondo Stefani, in tema di Protezione Civile, con l’autonomia differenziata il Veneto potrebbe assumere personale dedicato alle emergenze e acquistare mezzi e strumentazione. “Dobbiamo interagire perché l’autonomia ci consenta di essere protagonisti non solo nel paese ma anche in Europa e nel mondo – ha concluso – Le competenze che otterremo non spaccano l’Italia ma consentono di meglio assolvere il ruolo di amministratore regionale e locale. Le autonomie territoriali non limitano le libertà ma le moltiplicano”.
“Stefani porterà in Veneto importanti novità”
Sulla stessa lunghezza d’onda i consiglieri regionali Matteo Pressi e Riccardo Barbisan, rispettivamente presidenti dei gruppi Stefani Presidente e Lega – Liga Veneta: “A breve il presidente Alberto Stefani porterà in Veneto importanti novità. L’Autonomia differenziata rappresenta un passaggio importante per rendere l’azione pubblica più efficiente. Offrire maggiori competenze ai territori significa migliorare la qualità dei servizi, ridurre sprechi e tempi decisionali, valorizzare le capacità amministrative locali.

“L’autonomia è una fiaccola spenta”
Di diverso avviso Elena Ostanel, consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra, che ha sottolineato: “L’autonomia sventolata dalla Lega è ormai una fiaccola spenta, si dica la verità ai veneti. Delle 23 materie chieste a Roma e dei 9/10 del residuo fiscale non è rimasto niente. Stefani ha detto nel suo intervento che potrebbero rimanere in Veneto 17 milioni di euro per la sanità e io ho risposto che con una minima addizionale Irpef solo ai redditi più alti avremmo incassato ben 125 milioni e senza dover chiedere a Roma. È una questione di priorità: o il benessere dei veneti, o delle percentuali del proprio partiti”.
Ostanel ha poi concluso: “L’autonomia non è accentrare potere nelle Regioni, ma portarlo più vicino alle persone. Dare poteri veri ai comuni e alle province, applicare lo Statuto regionale, sostenere fusioni e unioni, delegare funzioni e risorse, sperimentare bilanci partecipati. Oggi l’unica cosa onesta da fare sarebbe dire la verità ai cittadini: la fiaccola dell’autonomia promessa si è spenta”.
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