Medio Oriente, accordo su successore di Khamenei. Media: gli Emirati attaccano l’Iran ma Abu Dhabi smentisce

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Il nono giorno della guerra in Medio oriente si apre con nuovi raid incrociati e con l’annuncio di Teheran sul raggiungimento di un accordo sulla nuova guida suprema dell’Iran dopo l’uccisione di Ali Khamenei. Ma l’Idf fa sapere che “Israele continuerà a perseguire il successore e chiunque tenti di nominarlo”.

I media israeliani rilanciano la notizia secondo cui vi sarebbe stato un primo attacco all’Iran dagli Emirati Arabi Uniti che però smentiscono
. Nessun assalto ad alcun impianto di desalinizzazione. “Non cerchiamo l’escalation ma ci riserviamo il pieno diritto di garantire la nostra sicurezza’ se i raid di Teheran dovessero proseguire”, fa sapere il ministero degli Esteri, mentre nuove esplosioni vengono registrate ad Abu Dhabi. La Lega Araba condanna come ‘sconsiderata’ la reazione dell’Iran contro diversi Stati membri, esortando a porre fine a quello che definisce ‘un enorme errore strategico’.

È allarme a Teheran dopo gli attacchi di Usa e Israele alle raffinerie di petrolio, con i livelli di inquinamento dell’aria nella capitale iraniana  che sono diventati pericolosi. L’avvertimento arriva della Mezzaluna Rossa iraniana e dall’agenzia ambientale di vertice del Paese. Le autorità raccomandano ai cittadini di restare in casa e di evitare attività all’aperto non necessarie e sottolineano che le sostanze chimiche rilasciate dai serbatoi di carburante colpiti potrebbero provocare piogge acide, dannose per pelle e polmoni. Dagli Stati Uniti arriva l’invito agli iraniani a rimanere in casa perché “il regime ignora la sicurezza degli innocenti”.

Il premier israeliano Netanyahu intanto annuncia: ‘Abbiamo un piano specifico con molteplici opzioni per indebolire il regime iraniano e portare ad un cambiamento’. Mentre il comando nord dell’Idf riferisce  di aver colpito oltre 600 obiettivi in Libano e di aver eliminato circa 200 terroristi. Missile iraniano abbattuto su Tel Aviv, sei feriti per i frammenti.

Preoccupato dal rischio che il Libano e tutto il Medio Oriente sprofondino nell’instabilità, papa Leone XIV ha fatto appello all’Angelus domenicale affinché “cessi il fragore delle bombe” e “tacciano le armi” in Iran e in tutta la regione.

In un punto stampa alla Farnesina il ministro degli Esteri Tajani fa sapere che ad oggi sono rientrati circa 25 mila italiani. Tra ieri sera e oggi altri 5mila connazionali sono tornati in Italia da diverse aree del Mondo, non soltanto Emirati, Arabia Saudita e Oman ma anche da Israele, Maldive, Thailandia, Cambogia, Sri Lanka”.Il vicepremier parla di “miglioramento importante” e aggiunge: “La situazione è ancora preoccupante in alcune parti, tant’è che abbiamo deciso di ridurre il personale della nostra ambasciata a Baghdad e di ridurre il personale della nostra ambasciata a Beirut”.