Bruxelles invita all’austerità sui carburanti. Jørgensen scrive ai 27 governi aderenti

La crisi energetica generata dal conflitto in Medioriente richiede attenzione. E’ quella che chiede la Commissione europea che ha esortato i cittadini dei 27 a mettere in pratica comportamenti virtuosi che possano garantire una risposta pratica alla crisi.
Da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato i primi attacchi contro l’Iran il 28 febbraio scorso il prezzo del gas, in Ue, è aumentato di circa il 70% e quello del petrolio di circa il 50%, il tutto per un valore di oltre 14 miliardi di euro, una cifra impressionante che pesa per le tasche dei cittadini europei. A questo proposito il commissario Ue all’energia, Dan Jørgensen, ha inviato domenica una missiva ai 27 prima del Consiglio dei ministri competenti svoltosi lunedì in videoconferenza. Il commissario ha suggerito di razionare quanto più possibile le scorte di combustibile preferendo gli spostamenti tramite i mezzi pubblici rispetto a quelli con l’auto privata e lavorare da casa nei casi ove è possibile avvertendo che “lo shock sarà prolungato”.
Nella lettera inviata l’esponente dell’esecutivo europeo ha esortato a risparmiare nell’uso del carburante e a “valutare la possibilità di aumentare l’utilizzo di biocombustibili, che potrebbero contribuire a sostituire i prodotti petroliferi fossili e ad alleviare la pressione sul mercato”. Oltre ai possibili problemi nella fornitura c’è anche il nodo dei prezzi che, dato che i 27 hanno iniziato a fare scorte di metano per il prossimo inverno, potrebbe comportare l’innesco di una concorrenza tra partner. Al fine di evitare questa rivalità – che non gioverebbe all’intera Unione – è necessario che i Paesi europei agiscano in maniera coordinata.
Al termine del vertice di lunedì tra i ministri competenti per l’energia è arrivata la risposta dei 27: “La nostra fornitura energetica è sicura e l’Unione europea dispone già di strumenti e norme per garantirne la stabilità”, hanno detto. Ma quanto detto dal Commissario resta e, per questo, al termine dei colloqui è emersa la necessità degli aiuti di Stato, di un aumento delle energie rinnovabili e dell’energia nucleare per rafforzare la sicurezza energetica.