Jeffrey Epstein, divulgato il presunto biglietto d’addio: “Non hanno trovato niente contro di me”

“È un privilegio poter scegliere il momento in cui dire addio”. Mentre proseguono le audizioni della commissione che al Congresso indaga sugli Epstein Files, un presunto biglietto giallo scritto a mano da Jeffrey Epstein prima del suo suicidio in carcere, riaccende l’attenzione internazionale sul caso del finanziere morto nella sua cella al Metropolitan Correctional Center, il 10 agosto 2019, mentre era in attesa di processo con l’accusa di traffico sessuale.
La divulgazione del biglietto, rimasto secretato e chiuso in un caveau per quasi sette anni, è stata ordinata dal giudice distrettuale statunitense Kenneth Karas di White Plains, New York. La richiesta di renderlo pubblico integralmente era arrivata dalle colonne del New York Times.
Il testo in questione è inserito all’interno del fascicolo che riguarda Nicholas Tartaglione, ex agente di polizia che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio di quattro persone e ultimo compagno di cella di Jeffrey Epstein. Tartaglione ha affermato di aver scoperto il biglietto in un libro nella sua cella dopo che Epstein era stato trovato il 23 luglio 2019 con una striscia di lenzuolo attorno al collo. “Mi hanno indagato per mesi — non hanno trovato nulla!!!” recita il breve il testo, che in alcuni punti è difficile da decifrare. “È un piacere poter scegliere” il “momento di dire addio”, continua il biglietto. “Cosa vuoi che faccia… Scoppiare a piangere!!” “NON È DIVERTENTE”, conclude il biglietto, con parole sottolineate. “NON NE VALE LA PENA!!”.
La nota non porta alcuna firma e la sua autenticità non è mai stata verificata ufficialmente dalle autorità americane. Anche per questo, la diffusione del documento continua ad alimentare dubbi e teorie sul caso Epstein.