Caos CIE, Comuni all’attacco del Governo: “Un disastro gestionale, sprechi e norme in ritardo”

Dai maggiori comuni in Italia, Vicenza inclusa, un duro attacco al governo per il caos creato nella gestione del rilascio delle carte d’identità elettroniche e per lo spreco di soldi per un documento provvisorio per l’espatrio che gli stati esteri potrebbero non accettare.
Si parla di una serie di decreti ministeriali che arrivano in ritardo, un documento per l’espatrio che i paesi esteri potrebbero non accettare, migliaia di carte d’identità cartacee nuove da buttare per sostituirle con un documento provvisorio che non è altro che una nuova carta d’identità cartacea.
“Dal Ministero solo ritardi e confusione sul documento temporaneo”, è il commento di Leonardo Nicolai, assessore del Comune di Vicenza con delega all’Anagrafe, che ha denunciato l’incapacità gestionale del governo in merito all’entrata in vigore definitiva della carta d’identità elettronica insieme ai colleghi di Padova, Milano, Sesto Fiorentino, Bologna, Torino, Genova, Verona e Bergamo: “Un susseguirsi di decreti tardivi, disposizioni poco chiare e indicazioni operative arrivate ben oltre la scadenza dei termini”.
È durissimo l’attacco sferrato dai Comuni e dagli assessori delegati all’Anagrafe nei confronti del Governo e dei Ministeri competenti sulla gestione della cosiddetta “rottamazione” delle carte di identità cartacee. Al centro delle polemiche c’è la gestione del nuovo documento di identità provvisorio, un dispositivo nato per tamponare l’emergenza viaggi che ha finito per scaricare il peso del caos normativo e l’ennesimo sovraccarico di lavoro direttamente sugli uffici territoriali.
“Ancora una volta il Governo si è dimostrato approssimativo nella gestione della rottamazione delle carte di identità cartacee – ha evidenziato Nicolai – Avendo contezza della concomitanza del periodo estivo, in cui cresce il numero dei viaggiatori che si recano all’estero, una misura così impattante come la sostituzione della CI andava pianificata per tempo, valutandone tutte le implicazioni, compresi i disagi provocati a coloro che subiscono un furto o smarriscono il documento di identità valido per l’espatrio. Anche il rimandare al 31/01/27 la validità del documento, limitatamente ad alcune funzioni, ha costituito una mossa tardiva e non risolutiva, che ha ulteriormente creato confusione, scaricando la responsabilità verso gli uffici delle anagrafi che costituiscono il vero punto di incontro con i cittadini e le cittadine”.
La vicenda affonda le sue radici nei mesi scorsi, quando i territori avevano già espresso forti preoccupazioni in vista del termine fissato dalle direttive europee. Il primo corto circuito si è registrato il 26 giugno con l’emanazione di un Decreto Legge che introduceva un ipotetico “documento provvisorio”, senza però specificarne modalità di erogazione e criteri pratici. Contestualmente, la validità della cartacea è stata prorogata al 31 gennaio 2027, ma in modo parziale e limitatamente ad alcune funzioni legate per lo più ai rapporti con la Pubblica Amministrazione. Una decisione definita tardiva dalle amministrazioni locali, che ha generato disorientamento tra i cittadini.

La confusione ministeriale è aumentata a inizio agosto. Dopo settimane di silenzio, la sera di martedì 4 agosto, cioè dopo la scadenza ufficiale prevista per la validità dei vecchi documenti per l’espatrio, dal Governo è arrivato un ulteriore Decreto Interministeriale contenente il fac-simile del modello temporaneo. Il testo lo destina ai cittadini con viaggi imminenti in area Schengen e impossibilitati ad attendere i tempi di spedizione della Carta d’Identità Elettronica (CIE). Tuttavia, la misura è risultata essere una non-soluzione: il documento provvisorio non è ancora operativo e non sono noti i tempi di reale attuazione. Non si conoscono i costi e non ci sono garanzie internazionali. Stando alle informazioni riportate dal portale Viaggiare Sicuri della Farnesina, non è infatti garantito che tutti i Paesi dell’Unione Europea accettino tale lasciapassare temporaneo al posto della CIE.
Negli uffici anagrafici territoriali il disappunto per la mancanza di pianificazione è unanime. L’emanazione di norme incomplete alla vigilia del picco delle vacanze estive ha creato disagi sia ai viaggiatori, in particolare a chi ha subito furti o smarrimenti del documento in partenza, sia al personale dell’Anagrafe.
“In tale stato di generale poca chiarezza – ha concluso Leonardo Nicolai – i comuni hanno continuato a suggerire alla cittadinanza di dotarsi in ogni caso della Carta di Identità Elettronica, affrontando quindi un sovraccarico di lavoro per la produzione dei documenti nel periodo estivo”.
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