Meloni e la premier danese Frederiksen: “Unite per difendere l’Europa, no a immigrazione incontrollata”

Secondo le due leader, per contrastare l’immigrazione clandestina “bisogna realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell’Europa”. Assicurano di star “lavorando con impegno” in tal senso ma che “questo non basta” perché “il rispetto delle nostre leggi deve andare di pari passo con il rispetto dei valori europei”. “Ciò – spiegano – vale per i migranti illegali, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nelle nostre nazioni e in tutta Europa. Entrambe siamo orgogliose del patrimonio culturale cristiano dell’Europa e vogliamo proteggerlo. Ci aspettiamo che chi arriva nei nostri Paesi e sceglie di fare dell’Europa la propria casa, rispetti i nostri valori e non cerchi di imporci modelli di vita che non condividiamo. Quindi concludono: “Riteniamo che questa sia la strada giusta per proteggere l’Europa e i nostri valori comuni. E crediamo che milioni di europei condividano questa convinzione.”
La crisi di Ceuta sembra aver riaperto il vaso di Pandora su un dossier, l’immigrazione, che per qualche mese in Europa era apparso restare in ombra. Sullo sfondo dello scontro Italia-Spagna su Schengen Berlino riapre il fronte dei richiedenti asilo e avverte che con l’entrata in vigore il 12 giugno scorso del nuovo Patto Ue riprenderanno ‘i trasferimenti verso Italia e Grecia’ secondo i principi dell’ex regolamento di Dublino, che prevedono sia il Paese di primo ingresso a processare le domande di asilo. Uno scenario, quello dei respingimenti, che non si verifica dal 2022. Il Viminale però precisa: ‘Nessun dublinante da riprendere dalla Germania’.