Ex Boldrini: “Bivacchi di fortuna e sporcizia. E nessuno fa nulla”

Non si tratta di un fenomeno improvviso né di un episodio isolato. Le segnalazioni si susseguono da anni e, nonostante gli allarmi lanciati a più riprese da utenti, operatori e associazioni presenti nell’area, la situazione all’ex Boldrini di Thiene sembra essersi progressivamente aggravata. È questo il quadro che emerge dai sopralluoghi effettuati dalla nostra redazione e dalle testimonianze raccolte nelle ultime settimane.
Scale occupate, effetti personali accatastati, indumenti appesi alle ringhiere, rifiuti e avanzi di cibo disseminati nei corridoi esterni. Una realtà ben visibile non soltanto a chi lavora nella struttura, ma anche alle centinaia di persone che ogni giorno si recano nel polo sanitario per visite, esami e prestazioni. Da almeno un paio d’anni alcune persone senza fissa dimora, infatti, utilizzano le scale e le pertinenze dell’edificio come punto di appoggio stabile. In alcuni casi la loro presenza è stata rilevata persino in prossimità di quelle che dovrebbero essere uscite di emergenza. Secondo le segnalazioni raccolte, tutto sarebbe iniziato con una coppia particolarmente molesta, i cui atteggiamenti erano già stati denunciati dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di Thiene, che dal 2018 ha sede proprio nei locali adiacenti. Da allora, però, anziché migliorare, la situazione sarebbe andata via via peggiorando.
Oggi, stando a quanto documentato dalla nostra redazione anche grazie alle segnalazioni di alcuni utenti, nell’area gravitano abitualmente almeno quattro o cinque persone senza fissa dimora, italiani e stranieri. Alcune di queste sarebbero state notate frequentemente in evidente stato di alterazione o disorientamento. Le scale e i corridoi esterni vengono utilizzati come veri e propri spazi di permanenza: appendiabiti improvvisati, borse della spesa, scatolame e residui alimentari fanno ormai parte del panorama quotidiano. E in talune occasioni sarebbero stati rinvenuti anche aghi abbandonati: “Di sera tardi vedo i movimenti – racconta una residente – vanno e vengono, qualcuno a piedi, qualche altro scende da auto che poi vanno via. Non è dignitoso e mi preoccupa che si consolidi l’idea che tanto ormai è così”.
Le segnalazioni della Croce Rossa
E se durante le ore notturne – almeno per ora – l’accesso agli spazi interni risulterebbe precluso, durante il giorno gli “improvvisati residenti” sembrerebbero approfittare del continuo andirivieni dell’utenza per entrare nella struttura e utilizzare servizi igienici e punti di ricarica elettrica, servendosi degli spazi comuni come fossero parte della propria abitazione. A confermare la persistenza delle criticità è anche il presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato di Thiene, Michele Antonio Michelon: “Continuiamo a riscontrare la presenza di persone che pernottano nelle scale di emergenza della struttura, nonché un frequente passaggio di persone estranee al Centro. In alcune occasioni ci siamo inoltre trovati in presenza di persone in evidente stato di alterazione o disorientamento, talvolta con comportamenti difficili da gestire, con comprensibili ripercussioni sulla percezione di sicurezza di chi frequenta o lavora in questi edifici”.
Michelon ricorda inoltre come si siano verificati accessi impropri ai locali garage, utilizzati in alcune occasioni per lavarsi o per ricaricare dispositivi elettronici: “Già nel dicembre scorso avevamo concordato con l’Ulss 7 Pedemontana la sostituzione dei portoni di due garage, con una compartecipazione alla spesa tra Azienda e Comitato. L’intervento è stato finalmente realizzato, seppur a otto mesi di distanza, proprio a fine luglio, consentendo ora di impedire o quantomeno limitare gli accessi non autorizzati a quei locali”. Un intervento che rappresenta un miglioramento sul fronte della sicurezza dei garage, ma che non basta a risolvere una problematica ormai consolidata nel tempo: “Rimane la problematica più generale legata alla presenza e al continuo passaggio di persone nell’area e pertanto – conclude Michelon – riteniamo corretto affermare che la situazione complessiva non possa ancora considerarsi risolta, pur registrando questo recente miglioramento almeno sul fronte della sicurezza dei garage”.
I risvolti sociali
Al di là delle criticità segnalate da utenti, operatori e associazioni, la vicenda richiama però anche un’altra evidenza. Se da un lato la presenza di occupazioni improprie, rifiuti e comportamenti problematici pone questioni di sicurezza, decoro e gestione degli spazi pubblici, dall’altro emerge con forza il tema del disagio sociale e dell’emarginazione. Tra le situazioni che richiedono attenzione vi sono infatti proprio quelle delle persone che da mesi, e in alcuni casi da anni, gravitano attorno all’ex Boldrini. Una realtà che chiama in causa non solo controlli e interventi di ripristino del decoro, ma anche tentativi di percorsi di presa in carico e supporto per chi vive una condizione di grave fragilità. Perché il progressivo deterioramento della situazione, denunciato da tempo e oggi ancora più evidente, non riguarda soltanto una struttura sanitaria e i suoi utenti, ma anche le persone che in quel luogo hanno finito per trovare un rifugio precario. Il cui disagio va preso in carico evitando l’italico vezzo di spostarlo semplicemente altrove.
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