Usa-Iran, Pezeshkian: “Non cerchiamo la guerra, ma risponderemo agli aggressori”

Si riaccende la tensione tra Usa e Iran dopo un mese di calma apparente. Gli Stati Uniti hanno bombardato l’isola di Larak. Teheran di contro, ha risposto con attacchi su obiettivi americani in Giordania, che risultano tutti intercettati. Washington afferma di aver anche preso di m ira lanciatori che minacciavano lo Stretto di Hormuz. La stampa iraniana parla di almeno due morti. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che “l’Iran non ha fretta di riaprire Hormuz” e che l’accordo sullo Stretto con l’Oman “non entrerà in vigore finché gli Stati Uniti non rispetteranno i loro impegni”.
Nel frattempo secondo le Guardie Rivoluzionarie “Un drone americano MQ-9 a lungo raggio è stato colpito da un missile lanciato dalle sempre vigili unità di difesa aerea del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche sopra lo Stretto di Hormuz ed è precipitato nelle acque blu del Golfo Persico”. Inoltre avrebbero distrutto infrastrutture di manutenzione e aree di sosta per aerei da combattimento in due basi aeree americane in Giordania, secondo quanto riportato da Press TV. Gli obiettivi colpiti sono le basi aeree King Hussein e Al-Azraq.
Il Centcom fa sapere che gli ultimi attacchi americani contro l’Iran avevano l’obiettivo di impedire alle forze di Teheran di posare mine nello Stretto di Hormuz. “Le forze statunitensi hanno condotto un’azione limitata e precisa contro unità dei Guardiani della rivoluzione impegnate nella posa di mine e che rappresentavano una minaccia imminente nello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato il Centcom su X. Secondo il comando americano, l’operazione puntava a proteggere la navigazione commerciale e la libera circolazione delle merci attraverso lo stretto.
I ministri degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e della Turchia, Hakan Fidan, hanno avuto una conversazione telefonica per discutere di un’iniziativa congiunta volta a ridurre le tensioni e a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione.
Pezeshkian: “Non stiamo cercando la guerra, ma non rimarremo mai calmi di fronte a qualsiasi aggressione e daremo una risposta decisiva agli aggressori”. Questa la replica al recente attacco americano all’Iran da parte del presidente Masoud Pezeshkian, citato dall’Irna. “L’instabilità nella regione non è nell’interesse di nessun paese e costituirà una sfida per tutti” ha aggiunto. “Gli stati regionali devono unire le forze e lavorare per garantire la sicurezza, l’economia e lo sviluppo della regione”, ha detto ancora Pezeshkian, prima della partenza per il Kirghizistan, dove parteciperà al 26° vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai.
E oggi proprio Pezeshkian, è arrivato arriva a Bishkek, in Kirghizistan, per il vertice dei leder dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) a cui partecipano, tra gli altri, anche i presidenti russo e cinese, Vladimir Putin e Xi Jinping.
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