“Nessuno resta in panchina”: il calcio inclusivo dei The Rexs sfonda quota 70 atleti

Il gol più bello. A raccontarlo è Morgan Simoni, papà di Rebecca, una ragazza di 16 anni con disabilità che vive a Thiene. Una storia che nasce dall’amore di un genitore, dalla determinazione di tanti ragazzi e dall’incontro con persone capaci di credere che lo sport possa essere davvero un diritto per tutti.
Dopo il successo dell’esperienza del baskin infatti, due anni fa è nato un sogno nuovo. Grazie all’impegno di Massimo Zattra, insegnante di educazione motoria dell’Istituto Garbin di Schio, e di molte altre persone che hanno scelto di mettersi in gioco, è stato creato un gruppo destinato a cambiare la vita di decine di famiglie: The Rexs. Qui si pratica il calcio inclusivo sperimentale, una disciplina riconosciuta da EISI, Ente Italiano Sport Inclusivi, che rivoluziona il concetto stesso di squadra. Non esistono limiti imposti dalle differenze. Le regole vengono adattate affinché ogni atleta possa esprimere il meglio di sé. I ruoli cambiano in base alle capacità individuali, valorizzando ogni partecipante e permettendo a tutti di contribuire al gioco. Il risultato è un calcio diverso da quello che siamo abituati a vedere, ma forse più autentico. Un calcio dove nessuno resta in panchina. E da semplice esperimento, il progetto è cresciuto rapidamente.
Dal 2025 i The Rexs fanno parte dell’Atletico Vicentino e oggi il gruppo conta circa 70 tesserati. Una crescita che ha portato ad organizzare ben quattro allenamenti settimanali: a Schio, Thiene e Molina di Malo. Numeri importanti, ma ciò che colpisce davvero non sono le statistiche. Sono i sorrisi. Per molte persone, il campo da gioco rappresenta molto più di un allenamento. Significa uscire dall’isolamento, sentirsi accolti, costruire amicizie, ritrovare fiducia in sé stessi. Significa scoprire che le proprie capacità valgono più delle proprie difficoltà. Ogni allenamento diventa così un luogo dove si crea comunità. Dove ragazzi e ragazze, famiglie, volontari e allenatori condividono qualcosa che va oltre lo sport: il senso di appartenenza “Ognuno trova il proprio spazio – raccontano i promotori del progetto – e quando una persona che si sentiva esclusa torna a casa con il sorriso, capisci che stai facendo qualcosa di importante”. La crescita del movimento è tale che presto sarà necessario dividere il gruppo in due squadre, una nell’area di Schio e una nell’area di Thiene, per continuare ad accogliere nuovi atleti e garantire a tutti la possibilità di partecipare.

Ma per crescere servono anche nuove persone disposte a dare una mano: volontari, sostenitori, famiglie e semplici cittadini che credono in una società più inclusiva. Per questo i The Rexs lanciano un appello al territorio. Chiunque voglia conoscere da vicino questa realtà è invitato a partecipare agli incontri che si terranno presso la nuova palestra Tommaso Assi di Thiene, domani, venerdì 18 e venerdì 25 settembre, dalle ore 18 alle 20. Sarà l’occasione per vedere con i propri occhi cosa significa calcio inclusivo, incontrare i ragazzi e le famiglie e scoprire come, attraverso un pallone, sia possibile costruire qualcosa di straordinario. Perché i The Rexs non stanno semplicemente formando una squadra. Stanno dimostrando che una comunità diventa più forte quando nessuno viene lasciato indietro. E che, a volte, il gol più bello non è quello segnato in campo, ma quello realizzato nella vita di una persona che finalmente si sente parte di qualcosa.
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