Conte replica a Schlein sui numeri del Pd: “non c’è alternativa alle primarie” [Politica – Itallia]

Il messaggio della segretaria dem colpisce dritto al cuore gli alleati e la reazione di Giuseppe Conte non si fa attendere: “Schlein ha ufficialmente confermato che per lei sono due le strade: o la candidata premier è lei, oppure ci saranno le primarie”. L’ex presidente del Consiglio traccia quindi la rotta da seguire: “Io credo a questo punto che la strada sia ben chiara, non ci sono alternative, sarà la strada delle primarie”. Una scelta ribadita con forza in nome del metodo democratico: “Perché dobbiamo sempre preferire la direzione di una partecipazione democratica”.
Anche gli altri leader replicano, a partire da Angelo Bonelli di Avs. “Ho letto le dichiarazione Schlein sul fatto che nel centrosinistra ‘uno non vale uno’, penso sia stata un errore fare una dichiarazione così, quando si deve costruire un programma il tema non è se uno vale uno ma portare alcuni argomenti importanti a prescindere del consenso”, spiega a ‘Un Giorno da Pecora’, su Radio 1. “Ad esempio: il 5% sulle spese militari, lo togliamo? Dobbiamo ascoltare gli argomenti”, aggiunge il deputato di Avs aggiungendo: “allo stato attuale mi sembra che solo il Pd voglia le primarie, evidentemente non siamo riusciti a convincerli. Rispetto le loro posizioni ma credo che uno sforzo in più sarebbe stato apprezzabile e utile per il Paese”.
Meno intransigente Matteo Renzi di Italia Viva: “Elly Schlein ha ragione quando dice che il Partito Democratico ha un peso maggiore rispetto agli altri”. Un riconoscimento basato sul consenso reale e sui pesi politici della coalizione: “Mi piacerebbe che non fossero parole giuste perché vorrebbe dire che Italia Viva col tre per cento può decidere tutto. E’ giusto, invece, che Italia Viva conti per il tre per cento, il Movimento Cinque Stelle per il 10 per cento, mentre il Partito Democratico ha preso più voti degli altri”.
Renzi sottolinea inoltre l’apertura dei dem: “Le parole della Schlein sono accompagnate comunque da un gesto di generosità, perché lei dice che ha più voti di tutti ma che sono disponibili a fare le primarie e quant’altro”. Una posizione che il leader di IV condivide pienamente: “Quindi francamente devo dire che le parole di Schlein sono condivisibili dalla A alla Z, e lo dice uno che avrebbe tutto l’interesse a fare i conti con l’uno vale uno perché siamo i più piccoli della coalizione”.
Schelin, nel suo intervento, chiarisce alcuni punti: il programma, innanzitutto, chi deve scriverlo e quali regole d’ingaggio. Per il Pd a quel tavolo devono sedere tutte le forze che vogliono concorrere all’alternativa alla destra di Giorgia Meloni. Quindi, un programma comune che sia un “patto vincolante” per chi lo sottoscrive. ” Un patto che facciamo anzitutto con il Paese e con gli italiani. Non partiamo da zero. Prima il programma comune, poi la guida perché chi guida deve guidare l’intera alleanza, non soltanto il suo partito”. E, aggiunge: “il programma va affinato insieme a tutta l’alleanza progressista che già governa insieme nei territori, con tutti coloro che vogliono contribuire a costruire l’alternativa”.
Poi il botta e risposta (a distanza) con la premier Meloni: “Dicevano di abbassare le tasse, siamo al record di pressione fiscale negli ultimi dieci anni. Sulla natalità la destra ha fatto retorica ma non politica, la precarietà del lavoro colpisce soprattutto le donne e i giovani… Più tasse, più debito, caro vita alle stelle, stipendi bassi e nessuna crescita. Questa è la loro eredità”. Parole a cui, con un post social, Giorgia Meloni non ha tardato a rispondere: “Elly Schlein risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani. P.S. Ah, e ovviamente lo fa elencando dieci falsità”.