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Un controllore di Svt, la società del trasporto pubblico locale vicentino, è stato aggredito da alcuni adolescenti presso la cittadella degli studi di Vicenza.
Il fatto è accaduto lunedì mattina, 19 ottobre, intorno alle sette e mezza, con tutti i ragazzi e le ragazze che stavano entrando a scuola e sotto gli occhi anche di alcuni genitori. L’addetto è stato accerchiato da una quindicina di studenti dopo averli richiamati perché sul pullman continuavano a suonare l’allarme. Un paio di questi lo hanno quindi colpito, facendolo cadere e schiacciandogli il viso sull’asfalto. L’episodio è stato confermato da Svt e secondo alcune testimonianze, come spiega l’Ansa, gli aggressori avrebbero un’età tra i 15 e i 17 anni e frequenterebbero un istituto a Schio.
Filt Cgil di Vicenza (che rappresenta i lavoratori del trasporto locale) ha espresso piena solidarietà e vicinanza al lavoratore di Svt vittima della grave aggressione ed evidenzia due questioni.
La prima riguarda il clima sociale che si sta deteriorando giorno dopo giorno. “Chi opera nei controlli, nella verifica dei titoli di viaggio e nella vigilanza a bordo dei mezzi pubblici viene sempre più spesso percepito come un nemico da aggirare, insultare o addirittura aggredire” spiega il sindacato in una nota stampa. Un fenomeno che va ben oltre il trasporto pubblico: episodi di violenza e intolleranza sarebbero diffusi nei confronti di chiunque eserciti un’autorità o chieda il rispetto delle regole. “Un tempo – prosegue la nota – chi veniva trovato senza biglietto protestava magari contro la sanzione, ma finiva per accettarla. Oggi assistiamo troppo spesso al tentativo di sottrarsi a qualsiasi responsabilità, con persone convinte che il rispetto delle regole sia facoltativo. Eppure gli stessi cittadini che pretendono di viaggiare gratuitamente o di pagare meno del dovuto non si sognerebbero mai di entrare in un bar chiedendo cappuccino e brioche al prezzo di un caffè, o pretendendo di consumare senza pagare. Sul trasporto pubblico, invece, sembra essersi diffusa l’idea che il biglietto sia opzionale e che chi lo controlla sia il problema”.
La seconda questione riguarda l’organizzazione del servizio e la sicurezza dei lavoratori.
“Da anni – dice il sindacato – denunciamo l’assurdità di inviare due soli verificatori a controllare autobus che nelle ore di punta trasportano 130, 140 o addirittura 150 persone. Pensare che due lavoratori possano verificare efficacemente mezzi così affollati, gestire eventuali irregolarità, prevenire fughe, affrontare comportamenti aggressivi e garantire la propria sicurezza significa ignorare la realtà quotidiana. I lavoratori si trovano sempre più spesso a fronteggiare situazioni ingestibili: utenti che si sottraggono ai controlli, spintoni, persone che scendono forzando il passaggio o addirittura utilizzando gli sblocchi d’emergenza delle porte. È evidente che in queste condizioni il controllo diventa spesso una corsa ad ostacoli destinata a perdere efficacia e credibilità. Non è accettabile che il problema venga giustificato ogni volta con la mancanza di personale. Se il personale non è sufficiente, allora occorre assumere, investire e riorganizzare il servizio. Non si può continuare a chiedere ai lavoratori di compensare con il proprio sacrificio personale e con l’esposizione a rischi sempre maggiori le carenze strutturali di questo settore”.
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