Thiene al voto: sfide, strategie e il rebus delle alleanze tra candidati e partiti

Le prossime elezioni amministrative di Thiene si giocheranno sulle alleanze, i tavoli di lavoro sono entrati nel vivo in questi giorni e il clima politico è in piena ebollizione. Mentre due candidati hanno già ufficializzato la propria corsa alla poltrona più ambita della città (Giovanni Scarpellini e Manuel Benetti) e un terzo sta valutando se fare il grande passo (Fabio Carraro), i due perni principali degli schieramenti thienesi, Forza Italia e Partito Democratico, prendono tempo in attesa di sciogliere gli ultimi nodi prima di rivelare le proprie strategie.
Da sempre le alleanze rappresentano l’arma più affilata della politica per conquistare la vittoria. Una unione di forze dovuta, più che voluta, per trasformare porzioni di consenso in una maggioranza vincente. Una medaglia che nasconde un lato insidioso, perchè quando la campagna elettorale lascia il posto al governo reale, le differenze ideologiche e le ambizioni personali possono trasformarsi in una mina ad orologeria. E per evitare che una forza politica cerchi costantemente di sopraffare le altre scatenando la paralisi amministrativa, la tenuta di una coalizione richiede un buon dosaggio di equilibrio e diplomazia ma, soprattutto, la maturità di mettere da parte il protagonismo personale in nome del bene comune.

Veniamo a Thiene. Il primo candidato a scendere in campo per la fascia tricolore è Giovanni Scarpellini. Ex comandante della Polizia Locale attualmente in pensione, che non a caso ha chiamato la sua lista “Thiene sicura”. Piglio deciso e autorevole, da circa 4 anni è sostenuto apertamente da Fratelli d’Italia, ma anche Futuro Nazionale pare essere pronto a puntare su di lui. Il partito del Generale Roberto Vannacci, dopo aver dichiarato di avere un imprenditore come candidato sindaco, si è scontrato con il fatto che lo stipendio di un sindaco è inferiore a quello di un imprenditore, quindi ha dovuto rimescolare le carte e, al momento, la mossa migliore è considerata il supporto a Scarpellini.
Il secondo candidato ad essersi presentato è Manuel Benetti. Geometra, attuale consigliere comunale all’opposizione, Benetti in tema di alleanze è quello che gioca le carte più difficili. Se da un lato infatti c’è una Lega disposta a sostenerlo (5 anni di opposizione nello stesso gruppo devono pur contare qualcosa), dall’altro c’è Forza Italia che non ha ancora sciolto le riserve. Il primo tavolo per l’accordo era saltato qualche settimana fa e da allora il partito di Silvio Berlusconi è rimasto in silenzio. Ma non fermo.

Silenzio anche da parte del Pd e dall’intera coalizione dell’attuale maggioranza, con alcuni fedelissimi dell’attuale sindaco Gianantonio Giampi Michelusi che hanno già espresso l’intenzione di riproporsi per le prossime elezioni a patto di trovare un candidato adatto alla propria linea amministrativa. Altri hanno deciso di fermarsi, mentre un paio si stanno guardando attorno.
Il nuovo nome che è apparso da un paio settimane sulla scena politica thienese è Fabio Carraro, noto giornalista locale. Con il suo gruppo “Ascoltare Thiene”, Carraro sta raccogliendo pareri e opinioni e non ha ancora ufficializzato la sua candidatura a sindaco. Attorno a lui aleggia ancora il mistero, anche se non potrà durare molto. Nella presentazione alla stampa lui stesso ha parlato di “Persone influenti che lo hanno spinto a candidarsi a sindaco”, ma chi siano queste persone influenti per il momento non è dato saperlo. Fare due conti però si può, soprattutto considerando che sul tavolo non resta molto. Ed è facile immaginare che il nome di Carraro parta da quella parte della politica locale che ruota attorno al centro, che non ha intenzione di allearsi a Giovanni Scarpellini e alla destra-destra e che non considera Manuel Benetti la persona adatta per essere il prossimo sindaco di Thiene. Sarebbero quindi quei “democristiani” thienesi che pur avendo un partito di riferimento sono disposti a superare gli steccati tradizionali a favore di un candidato moderato.

Per il momento, appunto, da Forza Italia e dal Partito Democratico non trapelano posizioni né nomi. E se da Forza Italia non ci aspettava un nome per un proprio candidato, quanto piuttosto lo schieramento a sostegno di Benetti, in casa PD di nomi ce n’erano pronti due. Poi però tutto si è bloccato. Dall’alto della politica che tira i fili e da fuori Thiene, nelle stanze dei bottoni della politica di centro e centro-sinistra, il diktat è uno solo: moderazione.
Nel frattempo le acque si muovono e i leader locali sono alle prese con trattative in bilico tra conciliazione, buona educazione e la consapevolezza che con tre candidati civici che, di fatto, non hanno nessuna esperienza amministrativa, saranno la squadra che affianca il sindaco, l’esperienza politica e l’attitudine all’ascolto del prossimo primo cittadino, a decidere le sorti della città.
A Thiene, come dappertutto, il verdetto delle urne dipenderà quindi non solo dalla forza dei programmi, ma dalla tenuta di coalizioni costruite spesso su equilibri precari. Perché se da un lato l’apertura a forze diverse può ampliare il consenso, dall’altro stringere patti con chi ha visioni diametralmente opposte rischia di trasformare l’azione amministrativa in un perenne campo di battaglia. E quando le distanze ideologiche o metodologiche diventano troppo ampie, l’alleanza smette di essere un volano e si trasforma in un freno. Senza una reale condivisione di intenti infatti, l’unica certezza è un governo fragile, destinato a dissolversi alla prima vera prova di forza.
– – – – –
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.
Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.