Pelemiche nazionali per l’appoggio di Kaabouri a Siher, presunta mente del “Movimento 17 ottobre”

E’ nuovamente al centro della polemiche nazionali il consigliere comunale di Thiene Alaeddine Kaabouri, dopo che in due post Instagram ha espresso solidarietà a Youssef Siher, arrestato a Milano con l’accusa di essere la “mente” e il creatore del canale social “Movimento 17 ottobre”: il ricercatore 30enne italiano di origini marocchine avrebbe avuto una conoscenza degli strumenti informatici tale da poter “sviluppare una strategia rivoluzionaria”, ritiene la Procura di Milano. L’accusa è di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo.
Kaabouri, che fa parte di Alleanza Verdi Sinistra, già in passato era stato al centro delle cronache per aver difeso Mohammad Hannoun, arrestato nell’inchiesta della Procura di Genova sui presunti finanziamenti ad Hamas. Ora la nuova presa di posizione, con l’espressione di “solidarietà e sostegno a Youssef Siher e a tutte le ragazze e i ragazzi che in queste ore stanno subendo intimidazioni e repressione”. In un lungo commento, l’esponente politico locale di Alleanza Verdi Sinistra ha parlato di “macchina dell’odio della destra, con sentenze emesse sui social ancora prima che siano i tribunali a pronunciarsi”.
“Invece di chiedersi perché migliaia di giovani siano arrabbiati, sfiduciati e stanchi, invece di ascoltare chi denuncia un futuro negato, il precariato, le disuguaglianze e l’assenza di prospettive, questo governo sembra interessato soprattutto a mostrare i muscoli. La libertà di manifestare, di organizzarsi e di criticare il potere è un diritto fondamentale, non una concessione del governo di turno”, aveva aggiunto Kaabouri.
Un post che non è passato inosservato e ha attirato i commenti di politici nazionali del calibro del vicepremier della Lega Matteo Salvini, che ne ha chiesto le dimissioni: “Alaeddine Kaabouri, consigliere comunale di AVS a Thiene (Vicenza), pubblica ‘Siamo tutti Youssef Siher’, riferendosi all’uomo di origini marocchine fermato e indagato per istigazione a delinquere, violenza organizzata e terrorismo, ritenuto la mente del Movimento 17 ottobre. Dopo le violenze e le devastazioni di Milano, anziché stare dalla parte dei cittadini, dei commercianti e delle Forze dell’Ordine, c’è chi esprime solidarietà a chi è accusato di aver alimentato il caos. Una vergogna per chi rappresenta le istituzioni”.
Gli ha fatto eco l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Elena Donazzan: “Credo sia arrivato il momento che tutti facciano la propria parte. Quando assistiamo a manifestazioni di odio e istigazione contro la nostra civiltà, la nostra identità e la nostra terra, non possiamo restare in silenzio. Denunciare e segnalare chi istiga all’odio, inneggia o fiancheggia il terrorismo significa anche aiutare le Forze dell’Ordine a individuare situazioni di pericolo e a difendere la sicurezza di tutti”.
Dello stesso tono il commento della sottogretaria al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Mara Bizzotto, che parla di “vergogna politica e istituzionale, resa ancora più grave dai precedenti di questo pessimo consigliere di Avs” che “si dimostra ancora una volta totalmente incompatibile con il ruolo che ricopre: chieda scusa e abbia la decenza di dimettersi”.

Più sul locale, è la Lega thienese, per mano di Cristian Tonello, segretario di sezione, a chiederne del dimissioni dal consiglio comunale. “Il sostegno attribuito al consigliere comunale Alaeddine Kaabouri nei confronti di Youssef Siher – afferma Tonello – pone una questione politica e istituzionale che non può essere minimizzata né liquidata con il silenzio. Chi siede nelle istituzioni ha il dovere di difendere lo Stato italiano, la legalità e le Forze dell’Ordine, non di offrire sostegno a chi è sospettato di condotte sovversive contro le istituzioni stesse. Chi rappresenta i cittadini deve dimostrare, con le proprie parole e i propri comportamenti, da che parte sta: dalla parte dello Stato e di chi lo difende, oppure assumersi la responsabilità politica delle proprie scelte”.
“La Lega di Thiene – prosegue il segretario cittadino del Carroccio – ritiene che una vicenda di questa gravità richieda chiarezza e responsabilità. Per questo chiediamo al consigliere Kaabouri di chiarire pubblicamente la propria posizione e di rassegnare le dimissioni. Chiediamo inoltre al Sindaco e all’intero Consiglio comunale di uscire dal silenzio e prendere una posizione netta. Tacere di fronte a interrogativi così rilevanti significa lasciare i cittadini senza le risposte che meritano. Le istituzioni non possono essere un palcoscenico dal quale rappresentare i cittadini e, al tempo stesso, manifestare sostegno senza chiarimenti verso chi è sospettato di agire contro lo Stato. La fedeltà alla legalità e il rispetto delle Forze dell’Ordine non sono facoltativi. La nostra posizione è chiara: Kaabouri si dimetta, il Sindaco chiarisca e il Consiglio comunale prenda posizione. Thiene merita istituzioni che difendano lo Stato italiano, non ambiguità politiche su chi è sospettato di attaccarlo”.
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