Into the wild – Quando l’amicizia si rinsalda… Camminando per 500 chilometri

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13Prende il via con questo articolo una nova collaborazione per l’area blog della nostra testata. Inizia infatti a scrivere per noi Alberto Toldo: un passato come amministratore (è stato sindaco di Valdastico per dieci anni e presidente della Conferenza dei Sindaci dell’allora Ulss 4 per cinque), dopo la candidatura nel 2013 alle elezioni politiche ha cambiato letteralmente vita, percorrendo prima il Cammino di Santiago a piedi e poi la via Francigena. Oggi è un appassionato di ultratrail, della corsa estrema nelle terre più incontaminate. Dove ci si mette in gioco, in una sfida continua con se stessi e con la fatica fisica, ma anche in una dilatazione totale dei sensi e della percezione di sé e del mondo. 
Di questo e altro ci parlerà in questo blog. Buona lettura.

Quando l’amicizia si rinsalda. camminando per 500 chilometri

 

Quattro amici, due tende. Quindici giorni, cinquecento chilometri dal Lago di Costanza fino a casa. Sono Nicolò Lorenzi, Riccardo Lucca, Massimo Sberze e Fabio Bonato, ragazzi di Valdastico, immersi nella loro avventura. Su e giù per le Alpi lungo il sentiero europeo E5, tra disincanto, meraviglia e abitudine ad un ritmo di vita diverso, fatto di colazioni frugali, bivacchi improvvisati, stanchezza condivisa.

Non avessi stravolto qualche anno fa il mio stile di vita con Cammino di Santiago e Francigena in meno di un anno, probabilmente non sarei nemmeno qui stasera, ad ascoltare Nicolò, che a nome di tutti e quattro racconta in pubblico la loro impresa tra Germania, Svizzera, Austria e Italia, attraverso le Alpi fino al loro paese.

Conosco il camminare da solo, quello che ti lascia pensare a tutto, di te, di chi ti è vicino, del mondo che ti circonda. Conosco il camminare soli per giorni che ti permette di ascoltare il tuo corpo, le sue fatiche, i suoi affanni. Nulla come l’esperienza della fatica in movimento, l’ascolto assoluto dei tuoi sensi, ti lascia pulsare la vita per davvero.

Qui però l’esperienza è di gruppo, e intimo e riflessione cedono tutto lo spazio allo scherzo ed allo scherno, alla complicità ed alla goliardia. Come quando, stufi di tanto asfalto, ci si sdraia beatamente di fronte ad una venditrice di ciliegie o, permeati da quanto si ha addosso da due giorni, ci si libera nudi in un bagno di gruppo nel primo torrente che si incontra.

Il viaggio si sogna, si vive, si ricorda. Non so cosa valga di più, ma certo è che il ricordo di un pezzo di formaggio conservato per otto giorni e gustato a oltre duemila metri o le imprecazioni causa pioggia obliqua che rende fradicio il tuo giaciglio, rimangono lì come mai prima di partire potevi immaginare. Cementano un gruppo, lasciano quel qualcosa dentro, che riemergerà ogni volta che il gruppo si riformerà spontaneo, senza bisogno di alcun preavviso.

I quattro procedono verso migliaia di metri di dislivello, prima rientrando in Germania dalla Svizzera, poi salendo in Austria verso il ghiacciaio a tremila metri sopra Soelden. Ci si stende su una panca a chiacchierare della vita e delle sue cose più futili allo stesso tempo. La goduria di una birra in pantaloncini corti, la notte trovando riparo fortuito dentro una chiesetta.

Poco importa se al confine con l’Italia, due dei quattro devono fare ritorno a casa perché il lavoro e il tran tran di ogni giorno li richiama. Il viaggio è di tutti e quattro con il ritmo lento di quando del tempo ci si appropria per davvero. I piedi in ammollo in una quasi mini-spa all’aria aperta, i Lagorai impressi negli occhi, le distese di rododendro a portata di mano, le montagne di casa intorno.

Da Luserna si scende verso casa, attraverso il sentiero che si conosce da sempre. Dietro ogni passo il ricordo di una avventura indelebile, trascorsa dai nostri senza cellulare e solo con quel poco portato con sé. Davanti agli occhi la valle che ci ha cresciuti, facendoci innamorare, chi prima chi dopo, delle montagne che ci circondano.

Si sogna, si vive, si ricorda. Torni a casa, ringrazi tutti e quattro i tuoi amici, chiudi gli occhi e pensi a tutti i viaggi che aspettano.

 

Alberto Toldo

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