Francia, proteste degli studenti: Lecornu convoca un vertice di crisi a Parigi

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In Francia proteste incandescenti degli studenti, che reclamano la sostituzione dei professori assenti e più mezzi per l’istruzione pubblica. Cresce la preoccupazione in diverse città francesi per le violenze, che hanno portato a ferimenti e lanci di materiale pirotecnico contro i dirigenti scolastici durante i blocchi dei licei. Forte la preoccupazione dei capi d’istituto, che chiedono aiuto al ministero dell’Istruzione e invitano a chiudere le scuole quando non sia possibile garantirne la sicurezza.

Gli episodi. Le autorità francesi, hanno ridimensionato l’episodio del liceo Victor Hugo di Marsiglia, escludendo l’ipotesi di un tentato omicidio mirato contro la dirigenza scolastica che sarebbe rimasta accidentalmente coinvolta. Sempre a Marsiglia, come riporta Le Figaro, un camion dei pompieri è stato accerchiato e poi incendiato dagli studenti in rivolta davanti al Lycée Saint-Exupéry. A Parigi in almeno 14 scuole le proteste hanno impedito il regolare svolgimento delle attività. Scontri a Pantin, alle porte della capitale. Protesta anche al liceo Albert-Calmette di Nizza. A Nantes, secondo  i media d’Oltralpe, il liceo Nelson Mandela è stato colpito da un incendio. La mobilitazione, intanto, comincia a estendersi anche alle università. Almeno 30 gli atenei bloccati.

Centinaia i fermi. Dall’inizio delle proteste, 625 persone sono state arrestate mentre i feriti accertati sono oltre 119 tra studenti e dipendenti scolastici, mentre si contano 83 feriti tra le forze dell’ordine. I trasporti pubblici sono stati interrotti e le forze dell’ordine sono intervenute facendo anche uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla.

Le reazioni politiche. Il premier Sébastien Lecornu ha convocato un vertice di crisi a Parigi ed ha annullato tutti i viaggi dei ministri fino a lunedì per far fronte all’emergenza.

Il presidente Emmanuel Macron ha riconosciuto il malessere alla base delle proteste, ma ha condannato gli episodi di violenza: “Capisco le angosce e talvolta la rabbia che può provare la nostra gioventù, ma nessuno di questi dibattiti, nessuna di queste paure può legittimare la violenza”, ha dichiarato il presidente.

La protesta ha inoltre riacceso lo scontro politico tra il governo e La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, con l’esecutivo che accusa la sinistra radicale di strumentalizzare la mobilitazione, mentre gli Insoumis denunciano una risposta sproporzionata da parte delle forze dell’ordine.

Anche Marine Le Pen accusa La France Insoumise di un coinvolgimento nell’organizzazione delle sommosse: “recandosi di persona davanti ai licei per arringare i giovani, incitando i propri militanti all’insurrezione e inviando i propri deputati davanti agli istituti, Jean-Luc Mélenchon si assume una grave responsabilità per la situazione che il nostro Paese sta vivendo oggi”, ha commentato la leader del Rassemblement National. A farle eco il presidente dello stesso partito di destra, Jordan Bardella, che ha proposto che “il conto dei danni, in milioni di euro” venga suddiviso “tra le famiglie degli incendiari e il partito che incita il caos: la France Insoumise”.