Si aggrava il bilancio dei morti in Nepal. Stop ai soccorsi in Tibet per il timore di nuove alluvioni

Si aggrava il bilancio delle vittime delle devastanti inondazioni improvvise che hanno colpito mercoledì mattina il distretto di Rasuwa, in Nepal. Al momento sono 469.  Lo riferisce Nepal News, citando i dati diffusi dalla polizia nepalese. Secondo la polizia, 12 corpi sono stati recuperati nel distretto di Rasuwa e 37 in quello di Nuwakot. Altri 33 sono stati ritrovati a Dhading, 44 a Gorkha e 178 a Chitwan. Le autorità hanno inoltre recuperato 28 corpi nel distretto di Tanahun, 110 a Nawalparasi Bardaghat Purba e 27 a Nawalparasi Bardaghat Paschim. La polizia nepalese ha aggiunto che 28 suoi agenti risultano ancora dispersi dopo il disastro.  I soccorritori sono al lavoro per tirare fuori oltre 100 lavoratori rimasti intrappolati in un tunnel di una centrale idroelettrica. Salvati altri 350. Sono invece oltre 500 i turisti stranieri evacuati. Tra i 1.400 dispersi ci sono anche tre italiani:  Marco Ratto, orefice di Rapallo, e una coppia di italo-svizzeri.

In merito al disastro l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia precisa che il segnale sismico inizialmente classificato come terremoto, in Nepal, è stato successivamente ricondotto al collasso di un enorme blocco di ghiaccio e roccia, staccatosi da un ghiacciaio himalayano e precipitato per oltre un chilometro, che ha in seguito generato una frana che ha liberato un’energia paragonabile a un terremoto di magnitudo 5.2.

A causa dell'elevato rischio di nuove alluvioni in Tibet la Cina ha sospeso un'operazione di soccorso. Lo riferisce la Cctv spiegando che un lago formatosi a causa dell'enorme accumulo di detriti ha iniziato a tracimare verso l'area nella quale erano dirette le squadre di soccorso. In una nota si legge che “Per questo motivo, a tutte le squadre è stato ordinato di rimanere sul posto in attesa di ulteriori istruzioni”, aggiungendo che le squadre di emergenza che erano riuscite già a raggiungere l'area “hanno ricevuto l'ordine di ritirarsi di un chilometro”.

Su X la commissaria europea per la Parità Hadja Lahbib annuncia:
“Famiglie alla ricerca dei propri cari dispersi. Le inondazioni improvvise in Nepal hanno devastato comunità che stavano già ricostruendo dopo i disastri del passato. L'Ue è al loro fianco e stanzia 1 milione di euro per fornire assistenza sanitaria urgente, cibo, acqua e alloggi”.