Manifestazioni contro il carovita: oltre mezzo milione nelle piazze. Tensioni a Roma e Torino

Nella Capitale uno spezzone si è staccato dal corteo principale nei pressi del Colosseo, lanciando oggetti contro gli agenti e dando fuoco ad alcuni cassonetti: le forze dell'ordine hanno risposto con una carica di alleggerimento. La tensione è salita di nuovo qualche ora più tardi, prima su Ponte Sisto, a Trastevere, quando un gruppo consistente voleva dirigersi verso il Parlamento, e poi sul Lungotevere Testaccio, dove sono stati attivati gli idranti per disperdere la folla. Chiuse e presidiate da agenti in tenuta antisommossa piazza Montecitorio, davanti alla Camera, e piazza Colonna, davanti a Palazzo Chigi. Il bilancio è di 8 fermati per aver tentato più volte di sfondare gli “sbarramenti”. Idrante in azione, lancio di uova e cariche anche in piazza Castello a Torino per respingere i manifestanti che si erano avvicinati ai cordoni a protezione della Prefettura.
Solo disagi logistici, invece, a Milano, teatro delle violenze e dei saccheggi di due settimane fa: dopo aver percorso più di due chilometri lungo la tangenziale est – bloccandola per un'ora e mezza – i partecipanti sono rientrati in città lasciandosi alle spalle scritte con la vernice, ai lati della carreggiata: “Salvini appeso” e “Meloni appesa”. La protesta è arrivata anche nei porti con un'iniziativa di lotta lanciata da più organizzazioni sindacali che ha coinvolto oltre 100 scali in 17 Paesi contro il traffico di armi. A Genova e Napoli studenti e lavoratori sono entrati nelle aree portuali in corteo senza creare problemi. Il Viminale aveva assicurato che avrebbe messo in campo un “articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente” e isolare i violenti. E in effetti così è stato.