Medicina, idonei oltre 22mila ma i posti sono 17mila: pioggia di ricorsi in arrivo

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Ribaltati i pronostici che vedevano più posti che immatricolati alla facoltà di Medicina. In seguito alla modifica introdotta dal ministero dell’Università, proprio a causa della carenza di candidati che avevano superato i tre esami di Chimica, Fisica e Biologia, gli studenti ammessi sono stati in tutto 22.688. Il numero di idonei per l’accesso alla facoltà di Medicina supera dunque di gran lunga quello dei posti a disposizione, fissato in 17.278. Di conseguenza, circa 5mila studenti dovranno scegliere un corso affine a quello che in origine avrebbero voluto frequentare.

In realtà, il totale degli idonei è 25.387 perché agli ammessi a Medicina vanno sommati i 1.535 ammessi a Veterinaria e i 1.072 ammessi a Odontoiatria. Considerando i tre corsi nel loro complesso, oltre 14mila studenti sono stati assegnati all’ateneo di loro prima scelta. Il 90% della graduatoria in Medicina è occupato da chi ha superato almeno due esami tra Chimica, Fisica e Biologia. Per i 30mila che non hanno superato nessuna prova il ministero ha previsto la possibilità di un’iscrizione tardiva ad altri corsi di laurea, per la quale c’è tempo fino al 6 marzo.

Secondo la ministra dell’Università Anna Maria Bernini i risultati a tutto corrispondono fuorché a un flop. Sono molto interessanti, soprattutto in una prospettiva futura”, afferma. “La riforma funziona – ragiona ancora la ministra – ha mostrato criticità per le domande di Fisica, e di questo parlerò con i rettori”. Un tempo – fa notare la ministra – c’erano “80mila ‘invisibili che rimanevano fuori dai vecchi test. Oggi invece abbiamo inserito nel circuito universitario 50 mila studenti di cui 17mila in graduatoria di Medicina, altri 25mila a zero esami superati avranno la possibilità di iscriversi al secondo semestre di qualsiasi facoltà”.

Bernini ha incontrato da remoto i rettori dalla sede della Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) e con loro ha iniziato a riflettere sui punti che possono essere migliorati per l’accesso alla facoltà, a partire dalla formazione della Commissione – che dovrà prevedere anche docenti delle scuole superiori e medici ospedalieri – e proseguendo con quesiti e sillabi “che dovranno essere tarati in modo più mirato e compatibile con la formazione” degli studenti.

Sul piede di guerra l’Unione degli universitari che annuncia un ricorso collettivo. “Con solo poco più di 17mila posti nelle università pubbliche disponibili – tuonano i giovani dell’Udu – questo risultato era prevedibile: oltre 30mila persone sono già escluse dalla graduatoria, alle quali si aggiungeranno le migliaia attualmente in graduatoria ma in attesa, che ora devono caricarsi l’onere di cambiare sede universitaria, laddove ci siano ancora posti disponibili”. A loro modo di vedere, la ministra “ha implicitamente riconosciuto il fallimento di questo sistema, proponendo dei correttivi che – concludono gli universitari – non hanno fatto altro che peggiorare la situazione”.