Migranti, ennesimo naufragio nel Mediterraneo: oltre 70 i dispersi. L’Oim: “725 morti da inizio anno”

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Settantuno dispersi in mare, 2 corpi recuperati, 32 sopravvissuti tratti in salvo e portati a Lampedusa dalla Guardia costiera italiana. Un barcone partito da Tajoura, in Libia, si è ribaltato a causa delle condizioni meteo avverse. È l’Organizzazione mondiale delle migrazioni ha fornire i dettagli sull’ultima ennesima tragedia nel Mediterraneo centrale, consumatasi nella vigilia di Pasqua. “Dopo questa tragedia sono almeno 725 i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo centrale quest’anno, nonostante la diminuzione degli arrivi”, commenta l’agenzia delle Nazioni unite. Il barcone era già affondato quando i soccorritori sono arrivati sul posto. I 32 sopravvissuti, ora nell’hotspot di Lampedusa, sono in stato di forte choc dopo essere rimasti per ore in acqua. Le autorità hanno ascoltato le loro testimonianze per chiarire la dinamica del naufragio.

Anche Sea Watch, intervenuta sul posto con il velivolo Seabird 2, ricostruisce questo ennesimo dramma del Mediterraneo: “Più di 70 persone sono scomparse in mare quando la loro barca si è capovolta. Solo 32 persone sono sopravvissute aggrappandosi ai rottami della loro barca finché una nave mercantile non li ha finalmente salvati”. I migranti provengono per lo più da Pakistan, Bangladesh ed Egitto. Il mezzo stava attraversando il Mediterraneo quando la Ong tedesca ha appreso che un aereo della marina francese stava sorvolando una nave in pericolo con persone in acqua: “Quando siamo arrivati, ci siamo trovati di fronte una scena terrificante: 15 persone aggrappate allo scafo di una grande barca di legno, diverse persone in acqua e diversi cadaveri”, è il racconto diffuso.

Le due navi mercantili vicine, Saavedra Tide e Ievoli Grey, sono intervenute lanciando zattere di salvataggio e dunque salvando i superstiti. Nella giornata di Pasqua i 32 sopravvissuti, insieme ai due cadaveri recuperati, sono stati portati a Lampedusa. Sull’isola i  superstiti hanno riferito di essere partiti dalla costa libica come un gruppo di 105 persone: si presume quindi che più di 70 siano le persone disperse in mare. “Lo Stato italiano, Malta, e l’Unione Europea sapevano delle persone in difficoltà e non sono intervenuti – è il commento della Ong -. Cosa dicono quei politici “cristiani” di fronte a questa strage della vigilia di Pasqua?”.