Nobel per le Scienze Economiche 2026 agli americani Hall e Woodford

L’ Accademia reale svedese delle scienze ha deciso di assegnare il Nobel per le Scienze Economiche 2026 agli economisti americani Robert E. Hall e Michael Woodford, “per i fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica”.
Le loro ricerche hanno permesso di sviluppare modelli che aiutano governi e banche centrali ad affrontare le crisi e a contenere le oscillazioni dell’economia. “Grazie a loro”, ha detto John Hassler, presidente del comitato del premio, “siamo meglio attrezzati per affrontare gli shock nell’economia, come le crisi energetiche o i cambiamenti improvvisi nei consumi delle famiglie”. Hall lavora alla Stanford University, Woodford alla Columbia University di New York.
Il riconoscimento, del valore di dodici milioni di corone svedesi, sarà consegnato il 10 dicembre dalla Royal Swedish Academic of Sciences di Stoccolma ed è l’ultimo riconoscimento dell’anno, dopo quelli per la Medicina (Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg NagelI), la Fisica (Francis Halzen), la Chimica (Henri Kagan e Kenso Soai), la Letteratura (Anne Carson) e la Pace (Navi Pillay).
Lo sviluppo economico, spiega il Nobel, “è caratterizzato dall’alternarsi di fasi di contrazione e di espansione”. Stimolare o rallentare l’economia al momento opportuno può quindi “contribuire a garantire la stabilità ed evitare recessioni prolungate o un’inflazione fuori controllo”. È qui che intervengono le ricerche di Robert E. Hall e Michael Woodford, che “hanno determinato un cambiamento di paradigma nelle politiche di stabilizzazione economica”.
Hall è stato premiato in particolare per un articolo del 1978 su come i consumatori preferiscano che i consumi restino stabili, mentre Woodford ha sviluppato il cosiddetto modello Keynesiano moderno. La sua ricerca ha rivoluzionato il modo in cui le banche centrali analizzano l’economia, colmando il divario metodologico tra le decisioni microeconomiche di famiglie e imprese e i grandi aggregati macroeconomici. Il suo trattato del 2003, “Interest and Prices: Foundations of a Theory of Monetary Policy”, è da oltre vent’anni la colonna portante della teoria monetaria globale, spesso paragonato per importanza al classico di Milton Friedman.