Carburanti, Cdm proroga il taglio sulle accise fino al 5 settembre

Il governo mette la toppa al caro carburante. Mentre in alcune zone d’Italia il prezzo alla pompa raggiunge la vertiginosa soglia dei 3 euro al litro, una riunione lampo del Cdm proroga fino al 5 settembre il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise sul gasolio. Una misura “tampone” in attesa di un provvedimento strutturale e “sostanzioso”, per usare le parole di Matteo Salvini, calibrata sulle fasce di reddito. A finanziare la proroga, un meccanismo di anticipo dell’acconto delle tasse sui dividendi dei grandi gruppi energetici. Esteso per lo stesso periodo anche il credito d’imposta riconosciuto in favore delle imprese di autotrasporto. Il costo complessivo dell’intervento è stimato in circa 130 milioni di euro.

Ma proprio sull’entità delle risorse si riaccende lo scontro politico. Giuseppe Conte parla di “beffa” e  liquida il provvedimento come uno “sconticino”. Poi punge l’esecutivo sul tema delle spese militari: “Il coraggio torna solo quando si parla di soldi per le armi: a chiedere all’Ue quasi 9 miliardi di prestito Safe ci hanno messo un attimo, senza farsi troppi problemi e in barba alle vere necessità di famiglie e imprese”. Critica anche la segretaria del Pd Elly Schlein: “Noi avevamo fatto una proposta organica che partiva dal tassare chi si è arricchito con la crisi per aiutare famiglie e imprese. Ma niente, Giorgia Meloni anche stavolta ha dimostrato scarso coraggio e si è preoccupata più di non scontentare Tajani che della stangata che tutti i giorni subisce chi va a fare rifornimento”.

Il riferimento è alla tassazione degli extraprofitti, in particolare quelli delle banche, invocata dalla Lega per finanziare una riduzione più consistente delle accise e respinta da Forza Italia. Tajani continua a dirsi “contrarissimo” a una misura che “sa di Unione Sovietica”.