Clima, Trump annuncia ritiro da accordo Parigi: “pessimo accordo per i cittadini americani”

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Donald Trump ha annunciato ufficialmente l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima. Il presidente americano ha spiegato che quello firmato da 195 Paesi nel dicembre del 2015 è un “pessimo accordo per i cittadini americani”.
“L’accordo negoziato da Obama impone target non realistici per gli Stati Uniti nella riduzione delle emissioni, lasciando invece a Paesi quali la Cina un lasciapassare per anni”. E’ quanto si legge nel documento distribuito al Congresso dalla Casa Bianca per spiegare la decisione del presidente Donald Trump di ritirarsi dall’accordo sul clima di Parigi.
Il tycoon mantiene quindi la parola data ai suoi elettori e annuncia: “Cominceremo a negoziare un nuovo accordo sul clima: vogliamo un accordo che sia giusto. Se ci riusciremo benissimo, altrimenti pazienza”, ha quindi aggiunto.
Alla rinegoziazione dicono no Germania, Francia e Italia. la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier italiano Paolo Gentiloni in una nota congiunta con chiarezza avvertono: “L’accordo di Parigi non è rinegoziabile in quanto è uno strumento vitale per il nostro pianeta, le società e le economie”.
L’uscita dall’accordo di Parigi è una sfida all’intera comunità internazionale, Cina ed Europa in primo luogo, e una rottura con l’eredità di Barack Obama. Una svolta dalle conseguenze imprevedibili, che potrebbe spingere altri Paesi, vedi India, Filippine Malesia e Indonesia, a seguire la stessa strada e, in un effetto domino, a dire addio a quegli impegni solennemente presi nel 2015 da 195 nazioni per tagliare drasticamente il livello delle emissioni inquinanti.
Per l’ex presidente Barack Obama: “L’amministrazione Trump si sta unendo a una piccola manciata di nazioni che rifiutano il futuro”.
La Cina, che proprio Obama aveva convinto ad aderire con entusiasmo, ha assicurato che andrà avanti con l’Europa sugli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti. Il “no” di Trump, comunque, di per sé non basta a far saltare l’accordo raggiunto due anni fa sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Di diverso tenore le reazioni da Mosca: “La Russia dà grande importanza all’accordo sul clima ma va da sé che la sua efficacia viene ridotta senza i suoi attori chiave”, afferma il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov.
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