Colloqui a Oslo, possibile incontro Zelensky, Trump, Putin. Witkoff vola in Russia

Diversi i temi affrontati a Oslo nei colloqui tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store e il presidente finlandese Alexander Stubb.
Proposte per un cessate il fuoco parziale, garanzie di sicurezza per l’Ucraina (anche sul modello dell’articolo 5 della Nato) e un possibile incontro al massimo livello tra i presidenti di Ucraina, Stati Uniti e Russia.
Al termine delle discussioni, Stubb ha parlato di “progressi reali” nel processo diplomatico, mentre Store ha annunciato che Witkoff oggi si recherà a San Pietroburgo per presentare alla leadership russa le proposte elaborate con Kiev e i partner europei.
La missione potrebbe preparare il terreno per un successivo vertice tra i leader, anche se dalla conferenza stampa conclusiva non sono emerse intese definitive sulle questioni territoriali o sull’interruzione delle ostilità. Il confronto è stato incentrato sulle condizioni necessarie per rilanciare il negoziato dopo le tensioni registrate negli ultimi giorni tra Washington e Kiev, ma anche sugli aspetti militari, economici e politici di un’eventuale soluzione del conflitto.
Secondo Stubb sono stati compiuti progressi sia sulle misure di breve periodo sia sul quadro generale di una possibile soluzione negoziata. “Abbiamo individuato alcuni elementi di pace che saranno trasmessi a San Pietroburgo”, ha dichiarato il presidente finlandese precisando che le parti sembrano condividere un’impostazione comune e che occorre adesso definire come tradurla in risultati concreti. Stubb ha però evitato di presentare l’incontro come una svolta risolutiva. “La pace richiede pazienza, ma purtroppo la guerra non aspetta”, ha affermato. Zelensky, da parte sua, ha confermato la disponibilità dell’Ucraina a discutere differenti formule di cessate il fuoco, osservando che Kiev intende prendere in considerazione ogni possibilità concreta di riduzione delle ostilità.
Un altro punto centrale del confronto ha riguardato le garanzie di sicurezza che dovrebbero accompagnare la conclusione della guerra. Zelensky ha riferito che con la delegazione statunitense sono state discusse diverse ipotesi, tra cui quelle legate alla Nato e all’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, che disciplina il principio di difesa collettiva, oltre a una formula definita “Article 5 light”, ossia una versione alleggerita di tale meccanismo, un’opzione più volte proposta dall’Italia in occasione di altre tornate negoziali.
Zelensky ha sostenuto che le decisioni più delicate richiedono un negoziato direttamente tra i capi di Stato, rilanciando l’ipotesi di un incontro trilaterale con Donald Trump e Vladimir Putin. Secondo il presidente ucraino, alcune questioni possono essere risolte soltanto dai leader, mentre il lavoro delle delegazioni deve contribuire a preparare le condizioni necessarie per un confronto politico. Zelensky ha quindi insistito sulla necessità che l’Ucraina partecipi direttamente a qualsiasi negoziato riguardante il proprio futuro.