Iran – Usa: ancora stallo su Hormuz. Araqchi: “No colloqui in corso con Usa”

E' ancora stallo su Hormuz. L'accordo sullo strategico Stretto, mediato dall'Oman, resta in bilico: sia l'Iran che gli Usa pongono condizioni che la controparte sembrerebbe non disposta ad accettare. “Finché l'America non correggerà il suo comportamento, lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto. Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale non si tirerà mai indietro; né in guerra né nei negoziati” dice il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran Zolqadr.
 
Le condizioni di Teheran includono: fine definitiva alla guerra e dell'aggressione contro l'Iran e i suoi alleati in Libano, rimozione del blocco navale e ritiro delle truppe, risarcimento e riduzione dei danni delle due guerre di aggressione e imposte contro l'Iran. Revoca delle sanzioni crudeli e illegali contro la nazione iraniana. Sblocco incondizionato dei beni congelati e rubati del popolo iraniano.

Per il presidente iraniano Masoud Pezeshkian questo è il momento migliore per raggiungere un accordo. Pezeshkian ha esortato il Paese a superare la fase di “né guerra né pace”. “Nel Paese – ha dichiarato ai media iraniani – c'è coesione, forza e unità e, per quanto ne so, l'Iran è considerato vittorioso e potente in questa guerra”.

I colloqui tra le parti vanno avanti tramite intermediari. Lo chiarisce il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi che specifica: “Non ci sono colloqui in corso con gli Stati Uniti”. Lo riporta Reuters. Poi promette:  “Non permetteremo che il sangue ingiustamente versato venga dimenticato o ignorato. Non dimenticheremo né perdoneremo”, scrive l'agenzia Irna. “L'Iran manterrà ferma la sua promessa di resistenza nonostante tutte le pressioni, a Dio piacendo!”.