Medio Oriente, accordo su successore di Khamenei. Media: gli Emirati attaccano l’Iran ma Abu Dhabi smentisce

È allarme a Teheran dopo gli attacchi di Usa e Israele alle raffinerie di petrolio, con i livelli di inquinamento dell’aria nella capitale iraniana che sono diventati pericolosi. L’avvertimento arriva della Mezzaluna Rossa iraniana e dall’agenzia ambientale di vertice del Paese. Le autorità raccomandano ai cittadini di restare in casa e di evitare attività all’aperto non necessarie e sottolineano che le sostanze chimiche rilasciate dai serbatoi di carburante colpiti potrebbero provocare piogge acide, dannose per pelle e polmoni. Dagli Stati Uniti arriva l’invito agli iraniani a rimanere in casa perché “il regime ignora la sicurezza degli innocenti”.
Il premier israeliano Netanyahu intanto annuncia: ‘Abbiamo un piano specifico con molteplici opzioni per indebolire il regime iraniano e portare ad un cambiamento’. Mentre il comando nord dell’Idf riferisce di aver colpito oltre 600 obiettivi in Libano e di aver eliminato circa 200 terroristi. Missile iraniano abbattuto su Tel Aviv, sei feriti per i frammenti.
Preoccupato dal rischio che il Libano e tutto il Medio Oriente sprofondino nell’instabilità, papa Leone XIV ha fatto appello all’Angelus domenicale affinché “cessi il fragore delle bombe” e “tacciano le armi” in Iran e in tutta la regione.
In un punto stampa alla Farnesina il ministro degli Esteri Tajani fa sapere che ad oggi sono rientrati circa 25 mila italiani. Tra ieri sera e oggi altri 5mila connazionali sono tornati in Italia da diverse aree del Mondo, non soltanto Emirati, Arabia Saudita e Oman ma anche da Israele, Maldive, Thailandia, Cambogia, Sri Lanka”.Il vicepremier parla di “miglioramento importante” e aggiunge: “La situazione è ancora preoccupante in alcune parti, tant’è che abbiamo deciso di ridurre il personale della nostra ambasciata a Baghdad e di ridurre il personale della nostra ambasciata a Beirut”.