Summit a Davos, Trump minaccia dazi. Ira di Macron e Von der Leyen

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L’edizione di quest’anno del World Economic Forum di Davos, in Svizzera prende il via in un contesto mondiale senza precedenti. Il presidente americano Trump vuole la Groenlandia e minaccia altri dazi ai Paesi europei che hanno inviato militari sull’isola artica. Poi il tycoon ha minacciato dazi del 200% su vini e champagne francesi. Questo dopo le indiscrezioni secondo cui il presidente Macron intenderebbe declinare l’invito a entrare nel Board of Peace per Gaza, organismo internazionale sostenuto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il presidente francese Macron sostiene che non bisogna accettare passivamente la legge del più forte che porta alla vassallizzazione e alla politica del sangue e accettare una nuova legge coloniale non ha senso. “La Francia e l’Europa danno grande importanza alla sovranità e all’indipendenza oltre che alle regole del diritto internazionale. È per questo che abbiamo deciso il dispiegamento delle nostre forze in Groenlandia”, ha chiarito Macron da Davos.
Poi sui dazi Macron aggiunge: “Stiamo raggiungendo una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l’economia”, con oltre 50 guerre anche se mi dicono che alcune sono risolte e un passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie”.
Tuona la presidente della Commissione Ursula von der Leyen: “I dazi aggiuntivi proposti dal presidente Donald Trump sono un errore”. Von der Leyen ha affermato il pieno impegno europeo per la sicurezza dell’Artico e ha sottolineato che i membri settentrionali della Nato dispongono già di forze pronte per l’Artico. La presidente Ue ha ricordato che Europa e Stati Uniti hanno concordato un accordo commerciale lo scorso luglio e in politica come negli affari, un accordo è un accordo. “Consideriamo il popolo degli Stati Uniti non solo nostri alleati, ma nostri amici. E farci precipitare in una pericolosa spirale discendente non farebbe che aiutare proprio gli avversari che entrambi siamo così impegnati a tenere fuori dal nostro panorama strategico quindi la nostra risposta sarà inflessibile, unita e proporzionata”.