Manovra 2027, flat tax per i giovani e un miliardo per le pensioni anticipate. Resta il nodo Irpef

La manovra economica entra nella fase decisiva. Dopo giorni di trattative e vertici di maggioranza, il governo si prepara a portare in Consiglio dei ministri, atteso oggi 28 ottobre, una legge di bilancio da 23,5 miliardi di euro, costruita attorno a interventi per giovani, famiglie, lavoratori e imprese. Ma resta aperta una delle questioni politicamente più delicate: il taglio dell’Irpef per il ceto medio, sul quale non è stata ancora trovata una soluzione definitiva. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica l’impegno dell’esecutivo a coniugare le priorità economiche con la tenuta dei conti pubblici. “Siamo in dirittura d’arrivo sulla legge di bilancio”, ha dichiarato la premier, indicando tra gli obiettivi la tutela del potere d’acquisto, il sostegno ai salari, alla sanità e alle imprese, oltre agli interventi per famiglie e nuove generazioni.

Il capitolo più consistente delle novità fiscali riguarda i giovani. Tra le misure allo studio figurano una mini-Irpef destinata ai lavoratori under 30 con redditi contenuti e una flat tax al 5% per i neoassunti sotto i 35 anni, con soglie e condizioni ancora da definire. Si valuta inoltre un ampliamento della no tax area per gli under 25, con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale sui redditi da lavoro delle fasce più giovani. Sul fronte previdenziale prende forma un fondo da circa un miliardo di euro per favorire il pensionamento anticipato. La misura, sostenuta dalla Lega, dovrebbe tuttavia limitarsi inizialmente allo stanziamento delle risorse, rinviando a un successivo provvedimento la definizione dei requisiti e delle modalità di accesso.

Più complessa la partita dell’Irpef. Forza Italia continua a chiedere un intervento a favore del ceto medio, attraverso l’estensione dell’aliquota del 33% ai redditi fino ad almeno 55mila euro. La misura, però, rischia di restare fuori dalla manovra per mancanza di coperture, nonostante gli ultimi tentativi di mediazione all’interno della maggioranza. Tra gli altri interventi in discussione figurano la detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi, agevolazioni sugli affitti di lunga durata e l’estensione dell’esenzione dal bollo auto ai veicoli familiari più capienti destinati ai nuclei numerosi. Per i lavoratori autonomi si valuta invece l’innalzamento da 85mila a 100mila euro della soglia di ricavi per l’accesso al regime forfettario, con condizioni ancora da precisare.

Un altro passaggio riguarda il contributo richiesto al settore bancario e finanziario, stimato in circa 5 miliardi di euro. L’intesa politica all’interno della maggioranza sarebbe stata raggiunta, ma restano le distanze con gli istituti di credito. Tra le ipotesi sul tavolo, l’esclusione delle banche di prossimità e un ampliamento della platea dei soggetti coinvolti. Sul versante delle coperture, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato progressi decisivi nel confronto con la Commissione europea sui margini di flessibilità legati alla spesa energetica. Un passaggio importante per una manovra che, al netto delle risorse riconducibili alla flessibilità per energia e difesa, dispone di margini finanziari molto più limitati. Il ministro ha ribadito la necessità di concentrare gli interventi sulle priorità, riconoscendo che il governo potrà fare “il possibile, non l’impossibile”. Dopo il passaggio in Consiglio dei ministri, il testo sarà trasmesso al Parlamento, dove si aprirà una nuova fase di confronto e potranno essere introdotte modifiche. La partita sulla distribuzione delle risorse, dunque, non è ancora chiusa.