Muore in casa all’improvviso, celebrato oggi l’addio all’operaio 42enne

Federico Roni, 42 anni, operaio originario di Lamosano e da sette anni residente a Piovene Rocchette, è stato accompagnato oggi, lunedì 17 agosto, all’ultimo saluto nella chiesa parrocchiale del suo paese natale, dove una comunità profondamente scossa si è stretta attorno alla famiglia.
La sua morte, avvenuta mercoledì scorso a causa di un malore improvviso, ha lasciato attoniti amici, colleghi e conoscenti: a trovarlo senza vita è stata la compagna, che nulla ha potuto se non allertare invano i sanitari. Roni lavorava in un’azienda specializzata in coibentazioni termo‑acustiche e costruzione di canali a Zanè, un impiego che svolgeva con serietà e disponibilità, qualità che in molti oggi ricordano con commozione. Nonostante la vita costruita nel Vicentino, Federico manteneva legami profondi con Chies d’Alpago, dove vivono la madre e i fratelli e dove tornava spesso, legato a quella terra che considerava parte di sé. E la chiesa di Lamosano, gremita, ha accolto un silenzio carico di affetto: volti segnati dal dolore, abbracci lunghi, sguardi che raccontavano più delle parole.
In tanti lo descrivono come un ragazzo solare, affabile, capace di portare leggerezza anche nei momenti più difficili. Oggi quel sorriso, che molti consideravano la sua cifra più autentica, è diventato il ricordo più prezioso di una vita spezzata troppo presto, lasciando un vuoto che unisce Alpago e Vicentino in un unico, profondo lutto.