B-ravo Lane, il giorno dopo è ancora più B-ello. I commenti e i numeri dell’impresa

L’attesa del B-Day, la festa del B-Night, poi la “beatitudine sportiva” del day-after con negli occhi e nel cuore le immagini tutte in bicromia biancorossa della promozione in serie B del L.R. Vicenza. Un ritorno, dove a tifosi e società compete, e oggi è il caso di dire anche a calciatori e staff tecnico, a quattro anni dal doloroso arrivederci. Tutto il popolo biancorosso presente – e non – ieri sera allo Stadio Romeo Menti di Vicenza sa bene di quali emozioni si parli all’indomani, anche tutti coloro che puntavano il dito contro la “famiglia Diesel” – da leggere Renzo e Stefano Rosso – a più riprese nelle due annate recenti.

Tutto dimenticato, vicendevolmente perdonato, oggi (e ieri, e probabilmente per altre 6  settimane come i turni che mancano all’appello prima di salutare la serie C) grazie ai record di questo “Lane” 2025/2026, dominatore incontrastato del girone A di terza serie. Le cifre lo certificano: 20 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, un distacco così non si era mai visto, miglior attacco assoluto, imbattibilità che rimane in trasferta come segno visibile di solidità e compattezza, un bottino di 78 punti cementato su 24 vittorie in 32 partite.

CORI & CUORI. Due cadute recenti al Menti, peraltro, non macchiano per niente l’annata formidabile, con la seconda promozione dalla serie C alla serie B in 6 anni, questa volta senza una pandemia di mezzo. E con la festa biancorossa scatenatasi a furor di popolo con 11 mila tifosi tra Curva Sud e le altre gradinate, e chissà quanti scesi per le strade e piazze tra caroselli e sfilate con sciarpe e bandiere indosso, cori cantati dalla gola, cuori stracolmi di gioia. C’è la Basilica Palladiana illuminata di biancorosso, c’è il sindaco della città nella bolgia della Curva Sud, ci sono perfino i cagnolini con la maglietta del Lane. Certo, la nobile del calcio di provincia sorta nel 1902 e che racchiude nell’eredità sportiva i fasti del mitico “Lanerossi” e ancora la memoria di miti indimenticati – un calciatore per tutti, Paolo Rossi – torna semplicemente nella categoria che merita, il “danno” consisteva semmai nell’averla persa. Ma rimane “cosa buona e giusta” festeggiare e sorridere ed entusiasmarsi. E già da oggi, costruire il Vicenza che verrà, in anticipo rispetto alle altre, vista la vittoria anticipata del campionato, alla 32esima giornata sulle 38 in programma.

ONLY THE B-RAVE. Ed è proprio a casa Diesel, a Breganze, dove si stringono più mani. Qui dove nessuno ha mai dimenticato ciò la famiglia Rosso ha fatto avventurandosi nel magico – per i tifosi, almeno – mondo del calcio professionistico, da Bassano e Vicenza, dal Bassano (Virtus) al (L.R.) Vicneza rilevando un fallimento e, tra cadute e rialzate, mettendo mattone su mattone per costruire una società duratura nel tempo e ambiziosa ma senza clamore nelle intenzioni. Niente palanche a vagonate da iniettare nella casse “prelevandole” da jeans e magliette griffate ma programmazione, scelte misurate e faccia da esibire di partita in partita, a volte con quei capelli “sparati” in testa per la rabbia, come da logo Diesel delle origini. Prendendo anche qualche cantonata, e più di qualche insulto da chi oggi festeggia senza freno. Così Stefano Rosso a più riprese nelle interviste post vittoria (per 2-1) sull’Inter Under 23 dell’ex Stefano Vecchi. “Promozione strameritata – dice -. Una serata bellissima di sport e di vita. Abbiamo centrato un obiettivo inseguito per anni e alla fine con caparbietà lo abbiamo portato a casa. Sono molto felice per i tifosi, per la società per lo staff e i ragazzi. Quando le cose vanno bene è facile fare il presidente, ma le persone forti sono quelle che riescono a rialzarsi, abbiamo preso colpi che potevano interrompere un percorso anche se avevamo alle spalle stagioni eccellenti. Quest’anno siamo arrivati alla vittoria con sei giornate di anticipo, è tanta roba. Ho preso tanti schiaffoni, ma penso di aver dimostrato a me stesso che se credi davvero in qualcosa alla fine arriva il premio e adesso mi voglio godere ogni singolo istante”.

“B” COME BIANCOROSSO. I microfoni passano di bocca in bocca tra tutti i protagonisti in tarda serata e fino alla notte infinita di festa biancorossa. Oltre al presidente Stefano, “papà e patron” Renzo Rosso, i calciatori in sfilata a iniziare da capitan Pippo Costa, vicentino doc come lo scledense Michele Cavion, e i principali protagonisti che sbucano anche del dietro le quinte: dal direttore generale Werner Seeber al diesse Giorgio Zamuner, gloria berica anche da giocatore. Tutti che si schierano intorno all’allenatore-amuleto promozione Fabio Gallo, al centro di ogni discorso. “E’ un capolavoro – lo urla proprio Costa da portavoce dei compagni -. Noi delle vecchia guardia siamo stati bravi a trasmettere ai compagni la voglia di rivalsa, e l’hanno fatta loro. Abbiamo dominato un campionato in cui non c’è stata proprio storia, dall’inizio alla fine”.

La B-night è servita!! Al via il “feston” biancorosso dopo il 2-1 all’Inter Under 23

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