Nations League: il Belgio passa all’Olimpico

Il Mancini 2.0 inizia nel peggiore dei modi per l’Italia: allo stadio Olimpico di Roma per il primo turno del Girone A di Nations League, il Belgio passa con merito per 2-0 e gli azzurri escono tra i fischi. I belgi, che hanno dimostrato di essere superiori sia tecnicamente che fisicamente, si prendono i tre punti con un gol per tempo: apre Godts al 20′, raddoppia Lukebakio al 69′. Nell’altra sfida del raggruppamento la Francia vince 1-0 in Turchia e la classifica si fa subito pesante per la nostra Nazionale: Belgio e Francia 3 punti, Italia e Turchia a zero. Lunedì 28 settembre italiani e turchi si sfideranno all’Atatürk Spor Kompleksi di Bursa. In pratica, uno scontro diretto per evitare l’ultimo posto nel gruppo: amarezza ad amarezza, dunque, per il nostro calcio dopo tre mancate qualificazioni ai Mondiali.

Primo tempo tutto di marca belga. Al 7’ è di De Ketelaere il primo tiro in porta, ma Donnarumma si fa trovare pronto. Gli ospiti passano dopo 20 minuti di gioco: il centrocampista esordiente Alessandro Romano perde palla in mezzo al campo, De Bruyne con un passaggio illuminante lancia Godts, l’attaccante del Paris Saint Germain si beve la difesa azzurra e batte Donnarumma. Il Belgio sfiora il raddoppio in più occasioni: Raskin fermato dall’ex portiere del Milan a pochi metri dalla porta, mentre Diego Moreira ci grazia da due passi, infine ancora Godts arriva al tiro fermato da Donnarumma.

Nella ripresa l’Italia reagisce ma la squadra di Van Bommel trova il raddoppio e chiude il conto. La compagine di Roberto Mancini parte con un piglio decisamente diverso rispetto al disastroso primo tempo e dopo due minuti sfiora il pareggio con Kean: bella parata di piede di Lammens. Il vice-Courtois poi si ripete su Pio Esposito, anche se la conclusione dell’interista è debole e centrale. Azzurri troppo sbilanciati, altra palla persa e Lukebakio, entrato da poco, servito da De Ketelaere affonda, si libera e con un bel sinistro angolato mette il punto esclamativo sul match. Un’Italia davvero troppo brutta e sperimentale per essere vera: ma d’altronde questo è il livello del calcio italiano.