La Panchina Rossa arriva in fabbrica: “Si ascoltino anche i silenzi”

Una panchina vuota, dipinta di rosso. Un simbolo semplice, ma capace di raccontare con forza assenze, ferite e responsabilità. Questa mattina, nello stabilimento di Arsiero di Siderforgerossi Group, quel simbolo ha trovato una nuova casa, diventando parte integrante del luogo in cui ogni giorno centinaia di persone lavorano, costruiscono relazioni e condividono una parte importante della propria vita.
L’inaugurazione della Panchina Rossa rappresenta una delle iniziative promosse dall’azienda dopo il conseguimento della Certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125. Un percorso che non si limita agli adempimenti formali, ma che punta a trasformare principi e valori in azioni concrete, coinvolgendo lavoratori, rappresentanze sindacali e territorio in un’alleanza comune contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere. E la cerimonia, partecipata e sentita, si è svolta in un clima di forte coinvolgimento emotivo. Accanto ai vertici aziendali erano presenti le amministrazioni comunali del territorio, le organizzazioni sindacali, la RSU aziendale e l’associazione “Le Amiche di Anna” di Thiene, realtà da anni impegnata nel sostegno e nella sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne.
Ad aprire l’evento è stato il CEO di Siderforgerossi Group, Daniele Crose, che ha richiamato il significato profondo dell’iniziativa: “Il valore di un’impresa non si misura soltanto attraverso i risultati economici, ma anche dalla capacità di rispettare le persone e di contribuire in modo positivo alla comunità di cui fa parte”, ha ricordato, sottolineando come la Panchina Rossa debba essere letta come un monito permanente contro la violenza sulle donne e come un richiamo quotidiano alla responsabilità collettiva. Attorno a quel simbolo si sono susseguiti gli interventi delle istituzioni. Hanno preso parte alla cerimonia il sindaco di Cogollo del Cengio, Massimiliano Maculan, insieme all’assessora Nicoletta De Rosso, il sindaco di Velo d’Astico Nicola Campanaro e il vicesindaco di Arsiero Wilma Nassi. Presenti anche le organizzazioni sindacali FIM e UILM con la RSU aziendale, Angelina Frison del Coordinamento Donne FIM Veneto e Giovanna D’Avo, presidente dell’associazione “Le Amiche di Anna”. Messaggi di vicinanza e sensibilizzazione sono arrivati anche dalla Consigliera di Parità della Provincia di Vicenza, Ketty Marra, che ha evidenziato come il luogo di lavoro possa e debba essere uno spazio nel quale l’uguaglianza e il rispetto trovano applicazione concreta ogni giorno.
Tra i momenti più intensi della mattinata, quello affidato alle parole pronunciate dalla rappresentante della RSU aziendale, Alessandra Dal Prà: “Quel colore così acceso, così vivo, serve proprio a ricordarci un’assenza: quella di tutte le donne a cui è stata strappata la possibilità di camminare, di ridere, di sognare. E di lavorare. Dal Prà ha ricordato come la violenza di genere non sia una tragedia distante, confinata nelle cronache o tra le mura domestiche, ma una presenza che può insinuarsi anche nei luoghi di lavoro attraverso molestie, discriminazioni, ricatti e paure spesso taciute: “Il dolore non ha badge, non si lascia fuori dai cancelli della fabbrica o degli uffici”, ha osservato, sollecitando tutti ad un’assunzione di responsabilità collettiva.

Da qui il richiamo al valore del lavoro come strumento di libertà, indipendenza ed emancipazione, soprattutto per le donne. Un diritto che non può essere compromesso dalla paura o dall’isolamento. E infine l’invito a non voltarsi dall’altra parte, ad ascoltare anche i silenzi, a rimanere umani: “Non siete sole”. E al termine della cerimonia il velo è caduto sulla Panchina Rossa, accolta da un lungo applauso. Da oggi nello stabilimento di Arsiero come presenza discreta ma costante: non soltanto un elemento d’arredo, ma un messaggio. Un richiamo visibile alla memoria delle vittime e, soprattutto, all’impegno quotidiano di chi sceglie di costruire ambienti di lavoro fondati sul rispetto, sull’inclusione e sulla dignità della persona.
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