Dai campi di provincia alla Nazionale, per Kussai Saidani il sogno è realtà

Dai campi di calcio della provincia alla chiamata della Nazionale italiana Under 14. Un traguardo che profuma di sogni, sacrifici e perseveranza per Kussai Saidani, giovane promessa del Vicenza Calcio, convocato dalla FIGC per vestire la maglia azzurra della selezione nazionale di categoria.

A soli 13 anni, Kussai sta vivendo una tappa importante di un percorso iniziato lontano dai riflettori, sui campi dove si formano non solo i calciatori, ma anche il carattere e la determinazione di chi insegue un obiettivo. Cresciuto in Ca’ Pajella, a Thiene, il giovane atleta è approdato al Vicenza dalla scorsa stagione, entrando a far parte del settore giovanile biancorosso e mettendosi rapidamente in evidenza per qualità tecniche, impegno e personalità. Dietro la convocazione in azzurro non c’è soltanto il talento. C’è un lavoro quotidiano fatto di allenamenti, studio, rinunce e passione. C’è il sostegno di una famiglia che ha sempre creduto in lui e che oggi vive questo momento con grande emozione.

“Per Kussai sono molto felice ed emozionato – racconta papà Ridha – sono davvero orgoglioso di mio figlio, del suo impegno e della sua passione. Questa convocazione con la FIGC rappresenta una grande soddisfazione per tutta la nostra famiglia. Dietro questo risultato ci sono anni di sacrifici, allenamenti e tanta voglia di migliorarsi. Vederlo raggiungere questo traguardo è una gioia immensa”. Sentimenti che si intrecciano con una riflessione più ampia sul significato dell’appartenenza e dello sport come strumento di inclusione: “Credo che ogni ragazzo abbia il diritto di sognare e di rappresentare il Paese in cui è nato e cresciuto, indipendentemente dalle proprie origini – aggiunge il padre – Kussai è nato in Italia e sogna un giorno di indossare la maglia della Nazionale italiana. Questa convocazione è un primo passo importante e per noi è motivo di grande orgoglio”.

Parole che raccontano una storia che va oltre il rettangolo di gioco. Le radici della famiglia Saidani affondano infatti a Biserta, in Tunisia, ma la vita di Kussai è profondamente legata a Thiene e al Vicentino, dove è cresciuto, ha studiato e ha iniziato a rincorrere un pallone. Due identità che convivono armoniosamente nel percorso di un ragazzo che oggi vede premiati i propri sforzi. Con una chiamata della FIGC che tanti attendono per una viat intera e che rappresenta un riconoscimento importante ma, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza. Chi conosce Kussai lo descrive come un ragazzo serio, umile e concentrato, poco incline a cercare le luci della ribalta e molto più interessato a migliorarsi giorno dopo giorno. Una qualità non scontata, soprattutto in un’età in cui i sogni rischiano spesso di correre più veloci della realtà.

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