L’Ex Boldrini arriva in Consiglio. Scanavin: “Il Comune chiarisca”. Michelusi: “Basta strumentalizzazioni”

L’episodio era esploso nei giorni scorsi sulle pagine dell’Eco Vicentino, dove avevamo riportato le criticità presenti nell’area dell’ex Boldrini di Thiene: la presenza ormai abituale di alcune persone senza fissa dimora negli spazi esterni della struttura, il pernottamento nelle scale di emergenza, accessi impropri ai garage e segnalazioni relative al degrado e alla sicurezza percepita da operatori e utenti. Una situazione descritta come non episodica ma consolidata nel tempo, sulla quale anche la Croce Rossa avrebbe più volte richiamato l’attenzione.
E proprio prendendo le mosse da quanto emerso nell’articolo, la consigliera di opposizione Giulia Scanavin, capogruppo di Fratelli d’Italia – assieme al collega Federico Mojentale, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco e all’assessore competente. Nel documento vengono chiesti chiarimenti sul numero delle segnalazioni ricevute dal Comune, sul ruolo dei Servizi sociali, sugli eventuali percorsi di presa in carico delle persone presenti nell’area, sui controlli effettuati e sui rapporti intercorsi con l’Ulss 7 Pedemontana per affrontare il problema.
L’interrogazione insiste in particolare su un punto: comprendere quali interventi concreti siano stati messi in campo dalle istituzioni locali per coniugare la tutela del patrimonio pubblico, la sicurezza degli utenti e il sostegno alle persone in condizioni di fragilità sociale. Tra i quesiti posti figurano anche richieste di dettaglio sui sopralluoghi effettuati negli ultimi due anni, sugli accessi all’area ospedaliera e sulle eventuali iniziative concordate con l’azienda sanitaria. Una mitragliata in cerca di responsabilità da parte del Comune ritenuto, almeno dalla compagine di destra, quantomeno un attore comprimario nella delicata situazione dell’ex nosocomio.
Ma la posizione del sindaco Giampi Michelusi è netta. Pur ribadendo la volontà di approfondire la situazione e verificare ogni elemento utile, il primo cittadino sottolinea come l’ex Boldrini sia una realtà che ricade innanzitutto nella sfera di competenza dell’Ulss, proprietaria e gestore dell’area interessata. Un chiarimento che non viene interpretato come una volontà di sottrarsi al confronto, bensì come la necessità di ricondurre la questione alle responsabilità istituzionali previste dalla normativa e dagli assetti amministrativi. Disponibilità quindi ad acquisire ulteriori informazioni, a mantenere aperto il dialogo con tutti i soggetti coinvolti e a verificare quali margini di intervento possano competere all’amministrazione comunale, ma un muro invalicabile contro quello che Michelusi taccia come strumentalizzazione politica e mediatica della vicenda.
E l’affondo nei riguardi della battagliera consigliera di opposizione è senza appello: “La consigliera Scanavin si rivolge prima agli organi di stampa e soltanto dopo, a distanza di giorni o addirittura di settimane, presenta interrogazioni e mozioni nella sede istituzionalmente competente, che è il Consiglio comunale. Se ritiene che questa sia la procedura corretta, dovrebbe forse ripassare le regole fondamentali dell’attività consiliare. Alle sue continue rappresentazioni mediatiche risponderò, come sempre, nelle sedi opportune: il Sindaco non dirige un rotocalco, ma amministra una città”.
Uno scontro politico che si inserisce in una questione tutt’altro che marginale per la comunità thienese e che si accodano ad un dibattito politico sempre infuocato. Da un lato le legittime preoccupazioni per il decoro e la sicurezza di un’area frequentata quotidianamente da cittadini, operatori sanitari e volontari; dall’altro il tema della presa in carico di persone che vivono condizioni di forte marginalità sociale e che necessitano di risposte coordinate tra Comune, Ulss e rete dei servizi territoriali. In mezzo la querelle politica: con epilogo rimandato al prossimo Consiglio Comunale.
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