L’oro azzurro nello ski cross è anche un po’ vicentino: è Filippo Rossi l’apripista olimpico

Dietro lo storico oro di Simone Deromedis e l’argento di Federico Tomasoni che hanno fatto sognare l’Italia, batte anche un cuore vicentino. Se i campioni azzurri hanno potuto sfrecciare verso il podio, lo devono anche a chi ha loro “aperto la discesa” sulla neve: uno dei quattro “scudieri” è Filippo Rossi, 23 anni di Zanè, apripista ufficiale delle gare olimpiche.
E mentre in molti in Italia cercavano di capire in che cosa consistesse la disciplina dello ski cross, Filippo con il suo pettorale F4 aveva già preparato la neve per l’oro e l’argento olimpico.
Per chi osserva una gara di ski cross, il paragone con il moto cross è automatico. Gli sciatori si lanciano a un centinaio di chilometri l’ora in un percorso non omogeneo, fatto di salti e curve, dove la tecnica sciistica è a servizio dell’acrobazia.
“Ho scelto lo ski cross – racconta Filippo Rossi, laureato in scienze motorie, membro della nazionale italiana di ski cross e maestro di sci – perché è uno sport completo. In pochi secondi succede tutto: devi essere preciso come in uno slalom, veloce come in una discesa e reattivo come in un incontro di boxe. È adrenalina pura, ma richiede una capacità tattica immensa”.
La passione per lo sci in casa di Filippo Rossi è un affare di famiglia, coltivata con una determinazione d’acciaio che gli ha permesso di superare anche un brutto infortunio lo scorso inverno. Nonno Stefano e nonna Clori lo hanno messo sugli sci fin da piccolo e da allora Filippo non li ha più tolti.
A Zanè, l’emozione è palpabile nelle parole della zia, Francesca Mariani: “Vedere Filippo lì è un orgoglio immenso. Questi ragazzi si alzano alle cinque del mattino, affrontano il gelo e il vento con i visi bruciati dal sole. Lo ski cross è ancora una disciplina di nicchia, le piste in Italia sono pochissime e richiedono investimenti enormi. Eppure, questi “pazzi” che si lanciano nel vuoto hanno un cuore d’oro”.
Riservati e orgogliosi i genitori di Filippo, Fanny Mariani e Flavio Rossi, non hanno dubbi: “Per tantissime domeniche ci siamo alzati alle 4.30 per accompagnarlo in pista. E se tornassimo indietro lo rifaremmo sicuramente”.
Filippo Rossi è arrivato dov’è con disciplina e impegno e ora, dopo il completamento degli studi e un percorso da maestro di sci, ha lo sguardo rivolto al futuro e si dedica al 100% al suo sport, in vista, non si sa mai, dei prossimi Giochi.
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