Strage di bambi con le falciatrici: nei Colli Berici 14 casi in una settimana

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14 “bambi” feriti o uccisi sui Colli Berici in una sola settimana. Solo quattro quelli rimasti vivi. E’ un bollettino di guerra, quello stilato da Bertillo Conte, presidente dell’associazione Difesa Natura 2000 Colli Berici, che su Facebook con tanto di foto ha documentato lo scempio compiuto dai contadini e le loro falciatrici durante la fienagione.

“E’ stata una settimana particolarmente dura e impegnativa – racconta – con molti interventi di recupero e soccorso ai cuccioli di capriolo. I nostri appelli affinché i tagli dell’erba vengano effettuati iniziando dal centro del prato per andare all’esterno, sono stati completamente disattesi. Dei 14 i cuccioli per i quali sono stato chiamato ad intervenire questa settimana, solo 4 per il momento sono vivi con qualche menomazione”. I rimedi per prevenire lo scempio ci sono: “E’ sempre più urgente dotarsi di strumenti adatti al rilevamento dei cuccioli nascosti tra l’erba, uno di questi potrebbe essere il cosiddetto salvatore di selvaggina Isa, asta telescopica con dieci sensori ad infrarossi che percepiscono il calore del cucciolo nascosto tra l’erba. Vale la pena salvare i cuccioli di capriolo? Si, sia per evitare sofferenze agli animali che per la prevenzione igenico sanitaria, dato che dai resti dei cuccioli di capriolo falciati possono fuoriuscire dei veleni che provocano avvelenamenti mortali al bestiame che mangia fieno o insilato”.

L’Associazione Difesa Natura 2000 Colli Berici è una onlus nata nel 2016 con quattro progetti principali per la salvaguardia della flora e fauna dei Colli Berici. Il primo è la creazione di un centro per il recupero di animali selvatici (Cras) in un’area del Comune di Arcugnano che è stata concessa in comodato gratuito a seguito di un bando specifico. Il secondo è la manutenzione dei prati arridi, sentieri e pozze attraverso il progetto Life+Colli Berici. Terzo obiettivo della onlus è la conservazione degli habitat dove crescono le orchidee spontanee, attraverso interventi di manutenzione che hanno lo scopo di contenere il propagarsi dello scotano, un arbusto deleterio per le zone dove si sviluppano le orchidee. L’ultimo obiettivo è salvare i castagneti dei Colli Berici attraverso la lotta biologica alla mosca cinese, con l’inserimento di un insetto.
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