Petizione per un’ultima notte al Nordest. Rebus sul futuro della discoteca dei vicentini

Una petizione per chiedere “almeno” un’ultima nota e un futuro che appare più incerto che mai. È questo il doppio filo che si è intrecciato attorno al Nordest, la storica discoteca vicentina che, dopo oltre cinquant’anni di attività, ha chiuso i battenti senza un vero saluto finale. L’annuncio della cessazione degli eventi ha scatenato un’ondata di ricordi e testimonianze affettuose, a conferma di quanto quel locale fosse molto più di un semplice spazio per ballare: un luogo identitario, generazionale, emotivo.

In migliaia hanno raccontato sui social i propri momenti felici: pomeriggi e serate condivise, storie d’amore nate sotto le luci della pista, amicizie che resistono ancora oggi. Una memoria collettiva che ha spinto alcuni affezionati a lanciare su Change.org una petizione per ottenere un ultimo evento celebrativo, un commiato degno di un’istituzione che ha segnato la vita di intere generazioni e che per ora ha visto la sottoscrizione di oltre 350 persone. La chiusura, infatti, è arrivata senza un vero epilogo. L’ultima serata è stata quella di Capodanno, mentre gli appuntamenti già programmati per gennaio sono stati annullati. Tra questi anche il 38° anniversario del dj set dei due storici “maghi della consolle”, Gaggia & Visonà, poi ospitato in un altro locale per non deludere il pubblico. Nel frattempo, la signora Francesca, iconica patronne del Nordest, dopo l’affettuoso messaggio di saluto affidato ai social, ha scelto il silenzio. Nessuna dichiarazione ufficiale, nessuna prospettiva annunciata.

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Le indiscrezioni che filtrano non lasciano molto spazio all’ottimismo. La proprietà risulterebbe suddivisa tra più figure, con costi di gestione e adeguamento strutturale elevati. Per rimettere in moto un colosso di quelle dimensioni servirebbe un progetto multimilionario, solido e credibile, capace di affrontare un mercato dell’intrattenimento profondamente cambiato. A complicare ulteriormente il quadro c’è il valore dell’area, centrale rispetto alla provincia vicentina e quindi appetibile per destinazioni d’uso molto diverse dal mondo della notte. Un dettaglio che alimenta il timore che un Nordest 2.0 possa non riaprire più. E la petizione per “un’ultima nota” è, in fondo, il tentativo di dare forma a un sentimento diffuso: la volontà di salutare un luogo che ha accompagnato la crescita di migliaia di persone, indipendentemente da quel che il futuro vorrà per quelle mura. Che quel saluto arrivi o meno, il Nordest ha già conquistato un posto indelebile nella memoria collettiva della provincia.

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