“Canna” nel cortile. Il prof lo redarguisce, lui reagisce con minacce e spintoni

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Una volante della polizia

Un terzetto di studenti minorenni si accende uno spinello nel cortile di una scuola superiore di Vicenza, il professore annusa e riconosce il tipico odore di marijuana e li redarguisce, ricevendo in risposta insulti e spintoni. La reazione smodata e per certi versi violenta in particolare di uno dei tre, un allievo di 17 anni, è stata ricondotta su un piano più civile dai poliziotti della Questura berica, intervenuti in un non meglio specificato istituto scolastico della città su richiesta dell’insegnante. L’autore materiale dell’aggressione è stato denunciato, mentre un altro componente del trio (di 16 anni) ha consegnato agli agenti i 4,5 grammi di marijuana in suo possesso, “ricevendo in cambio” la segnalazione al Prefetto in qualità di assuntore di sostanze stupefacenti.

L’episodio è accaduto nei giorni scorsi a Vicenza (giovedì 30 maggio nel dettaglio), al termine dell’orario delle lezioni, nello spazio esterno facente parte comunque del perimetro di una scuola. Zona interdetta al fumo per così dire ordinario, figuriamoci all’uso di spinelli o affini. Al rimprovero, secondo quanto riporta il Giornale di Vicenza odierno, sarebbe seguita una reazione piccata da parte del più “bullo” dei tre giovani studenti, per nulla intimorito dall’autorità del professore, un 44enne vicentino. Dalle minacce si sarebbe passati in pochi attimi concitati ai fatti, una volta che il prof estraeva dal taschino il suo smartphone per allertare le forze dell’ordine di fronte al diniego ad ubbidire dei ribelli.

Da qui gli strattoni e le spinte, le urla della vittima che richiamano in cortile tutto il personale ancora presente all’interno del plesso scolastico. A riportare la calma l’arrivo pochi minuti dopo dei poliziotti, che hanno ricostruito la vicenda e proceduto a presentare la formale denuncia nei confronti del ragazzo violento al Tribunale dei Minori di Venezia. Potrebbe dover rispondere in un’aula di giustizia di resistenza, lesioni e minacce a pubblico ufficiale essendo l’insegnante un dipendente statale e, durante l’esercizio delle sue funzioni, di fatto un pubblico ufficiale.