Consigli di Quartiere, bufera a Villa Tacchi. Gennaro: “Così inutile farli”

Doveva essere un’occasione di ascolto e confronto con il territorio. Per alcuni dei partecipanti, però, la seduta del Consiglio di Quartiere – San Pio X, Stadio, Borgo Berga, Casale – andata in scena ieri sera a Villa Tacchi a Vicenza si sarebbe trasformata in tutt’altro: un incontro segnato da tensione, polemiche e interrogativi sul ruolo stesso di questi organismi di rappresentanza.

A sollevare il caso è Giulia Gennaro, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia Vicenza, presente all’incontro. Secondo il suo racconto, il momento più critico della serata si sarebbe verificato quando una cittadina avrebbe tentato di segnalare un problema del quartiere: “La cosa che mi ha colpito maggiormente è stato il modo in cui è stata trattata una signora anziana che aveva cercato di portare all’attenzione una questione. Si è sentita rispondere seccamente che non è un punto reclamo” afferma Gennaro.

La dirigente di FdI sostiene quindi di essere intervenuta in difesa della donna, giudicando inappropriata la risposta ricevuta. Da lì, sempre secondo la sua versione dei fatti, il confronto avrebbe assunto toni più accesi: “A quel punto sono intervenuta perché credo che il rispetto per una persona anziana, così come il rispetto per qualsiasi cittadino, debba essere un principio imprescindibile – dichiara – ma la mia presa di posizione ha provocato una reazione che ritengo assolutamente sproporzionata”. Nel mirino dell’esponente di Fratelli d’Italia finisce soprattutto il regolamento che disciplina le sedute. Gennaro riferisce infatti che le sarebbe stato spiegato come i cittadini presenti non avessero diritto di intervenire durante il Consiglio.

Da qui la domanda posta a gran voce all’amministrazione comunale: “Se i cittadini non possono parlare, perché vengono invitati a partecipare? Perché si chiede loro di venire ai Consigli di Quartiere? E soprattutto: qual è la loro utilità concreta?”. La dirigente richiama anche il costo dell’organismo, quantificandolo in circa 70 mila euro annui, sostenendo che la partecipazione debba essere effettiva e non solo formale: “Non si può chiedere ai cittadini di interessarsi della propria zona, di segnalare degrado e problemi, di partecipare agli incontri e poi, quando arrivano, spiegare loro che non possono parlare. È una contraddizione evidente”. Gennaro critica inoltre l’ordine del giorno della serata, giudicando marginali alcuni temi discussi rispetto alle emergenze segnalate dai residenti. Rivendica però di aver avanzato due proposte che, a suo dire, sarebbero state verbalizzate.

L’affondo politico arriva però nelle conclusioni: “I Consigli di Quartiere dovrebbero essere uno strumento attraverso il quale l’Amministrazione ascolta chi vive quotidianamente il territorio – sostiene – così come sono strutturati oggi, questi Consigli di Quartiere sono fallimentari. Vanno rivisti e rifatti. Mi chiedo se questi Consigli siano davvero pensati per ascoltare i quartieri oppure se rischino di diventare semplicemente delle vetrine in vista delle prossime elezioni”.

La parola dei cittadini. E accanto alle critiche politiche, emergono anche le testimonianze di alcuni residenti presenti all’incontro, che descrivono una serata caratterizzata da delusione e nervosismo. Andrea Gallo, commerciante della zona di San Pio X, racconta di essersi recato al Consiglio di Quartiere con l’intenzione di segnalare alcune situazioni di degrado. L’esperienza, però, non avrebbe soddisfatto le sue aspettative: “Sono allibito da ciò a cui ho assistito ieri sera. Dopo lavoro ho deciso di andare al Consiglio del mio quartiere per portare varie situazioni di degrado e avere un confronto, ma mi sono reso conto che è tutta una farsa e non vedo l’utilità reale di questo ente”, dichiara.

Sulla stessa linea anche Alessandro Medea, altro cittadino presente alla seduta: “Ho visto una profonda mancanza di rispetto nei nostri confronti. I toni erano troppo accesi e aggressivi verso noi cittadini che eravamo lì solo per partecipare attivamente e con buona volontà ai problemi della zona”, afferma. Testimonianze che, assieme alle molte giunte via social, restituiscono quindi l’immagine di una parte del pubblico che si sarebbe aspettata maggior spazio per il confronto diretto sui problemi quotidiani del quartiere. E non solo a San Pio X. Resta ora aperto il nodo sollevato dalla serata di Villa Tacchi: quale debba essere il confine tra il funzionamento regolamentare dei Consigli di Quartiere e la richiesta, avanzata da alcuni cittadini e da Fratelli d’Italia, di una partecipazione più diretta, immediata ed efficace dei residenti alle discussioni pubbliche. Affinché – nell’auspicio dei cittadini – non restino solo uno “strumento di facciata”. E in attesa di eventuali repliche da parte dell’amministrazione comunale e degli organismi coinvolti, la vicenda riaccende il dibattito sul rapporto tra istituzioni di prossimità e territorio. Al netto di una politica sempre più galvanizzata dall’orizzonte elettorale.

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